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Claudio Borghi, senatore della Lega, ha rilanciato i dubbi sul nuovo orientamento del governo verso aiuti mirati basati sull’Isee, sostenendo che misure così pensate rischiano di escludere il ceto medio e di finire nelle mani degli stessi beneficiari di sempre. La polemica arriva mentre Palazzo Chigi valuta di sostituire il taglio generalizzato delle accise sul gasolio con interventi selettivi per redditi bassi.
Le accuse del senatore della Lega
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Secondo Borghi, la linea della Lega resta contraria a interventi legati al reddito dichiarato: a suo avviso in Italia esisterebbe «una marea di bonus» che finiscono per raggiungere in larga parte stranieri ed evasori. Per questo motivo il senatore ha bocciato l’ipotesi di un aiuto mirato in luogo del taglio universale delle accise sul diesel annunciato da Palazzo Chigi.

Ha citato come esempio la card «Dedicata a te», presentata nel 2023 per sostenere famiglie con Isee fino a 15.000 euro, definendola inefficace per la sua base elettorale: «lascia fuori il ceto medio e va sempre ai soliti», ha detto, preferendo invece un intervento fiscale più ampio come una riduzione delle accise o dell’IVA.
La riforma dell’Isee e i limiti denunciati
Il senatore ha sollevato perplessità sul fatto che misure selettive basate sull’Isee possano includere beneficiari che dichiarano meno di quanto guadagnano. Il governo, si ricorda, ha varato una riforma definita «storica» dopo tre anni di lavoro e ha rivisto i criteri di calcolo dell’indicatore, con modifiche sul peso della prima casa e sulle scale di equivalenza, approvata nel 2025.
Tuttavia l’Isee resta fondato sulle informazioni fornite dai cittadini e sulle banche dati disponibili. Se redditi o patrimoni non vengono dichiarati, il sistema dovrebbe – in teoria – intercettare le irregolarità. Borghi sostiene che, nella pratica, questo controllo non sia sufficiente.
Un governo con la Lega al Ministero dell’Economia
La critica assume un tono più rilevante considerando che il partito del senatore fa parte della maggioranza che governa da tre anni e che il dicastero dell’Economia è retto da Giancarlo Giorgetti. La contraddizione, secondo il senatore, sta proprio nel fatto che riforme e modifiche all’Isee non sarebbero bastate a evitare abusi.

Ipotesi alternativa: il nuovo bonus carburanti
Fonti non ufficiali indicano che, come alternativa al rimborso tramite social card, il governo stia considerando un bonus carburanti simile a quello da 200 euro varato dal governo Draghi nel 2022. La misura, secondo le indiscrezioni, sarebbe riconosciuta fino a un certo livello di reddito, completamente esente da tassazione per il lavoratore e deducibile per l’azienda che la eroga.
Si valuterebbe anche l’estensione del beneficio ai lavoratori autonomi, ma i dettagli sul tetto di reddito e sulle modalità di erogazione non sono stati ufficializzati.











