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Villa San Michele ad Anacapri ospita la decima edizione del Festival del Paesaggio, che dal 6 settembre all’8 novembre 2026 trasforma la dimora e il centro storico in un laboratorio di riflessione sull’atto dell’osservare. Il progetto curatoriale The Observer, firmato da Arianna Rosica e Gianluca Riccio, interroga il ruolo dell’occhio umano in un’epoca dominata da immagini digitali e intelligenze artificiali.
Un decennio che ripensa il paesaggio
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Ad Anacapri il Festival del Paesaggio esplora il futuro della visione
Il Festival, giunto alla sua decima edizione, nasce da una vocazione critica: considerare il paesaggio non più soltanto come sfondo naturale, ma come dispositivo culturale utile a leggere il presente. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Il Rosaio – Arte e Cultura Contemporanea con Villa San Michele, celebra il traguardo con una mostra diffusa e interventi di arte pubblica.

Il programma, che sarà inaugurato il 5 settembre con l’apertura ufficiale delle esposizioni, riceve il sostegno della Fondazione Axel Munthe, della Fondazione Tridama e del Jumeirah Capri Palace Hotel. La curatela si richiama anche a passate esperienze locali, tra cui il progetto realizzato da Ilya ed Emilia Kabakov nel 2023, e rilegge la relazione tra osservatore e paesaggio alla luce della tecnologia contemporanea.
Gli artisti e i temi di The Observer
La mostra raccoglie il lavoro di otto artisti internazionali — Francis Alÿs, Ali Cherri, Irene Fenara, Andrea Francolino, Eva Giolo, Elisa Sighicelli, Luca Vitone e Klara Zetterholm — scelti per il loro interesse verso percezione, memoria e immagine. I progetti esplorano il rapporto tra paesaggio naturale e archivi visivi, mettendo a fuoco come la visione sia sempre un atto mediato e collettivo.
Le pratiche in mostra spaziano dalla performance e dal video di comunità (Alÿs) alle indagini su memoria, archeologia e identità nazionale (Cherri). Altri interventi si concentrano sulle implicazioni politiche della visione artificiale (Fenara), sulle fratture tra uomo e ambiente (Francolino) e su narrazioni documentarie della quotidianità (Giolo).
Completano il panorama ricerche dedicate alla trasformazione percettiva della fotografia (Sighicelli), al concetto di luogo e alle identità territoriali (Vitone) e a intrecci tra archeologia speculativa e mitologia (Zetterholm).
Villa San Michele, screening serali e The Flag Project
La storica dimora voluta dal medico e scrittore svedese Axel Munthe è il centro espositivo del festival: gli allestimenti dialogheranno con gli spazi storici e con la vista sul paesaggio caprese. Per la prima volta il programma include una serie di screening all’aperto nel giardino della villa, dedicati a video d’artista e pensati per ampliare il confronto tra immagini in movimento e contesto naturale.

Tra i progetti pubblici spicca la quarta edizione di The Flag Project. Per il 2026 è stato invitato Andrea Francolino, che realizzerà tre grandi bandiere destinate a sostituire temporaneamente quelle italiana, svedese ed europea davanti a Villa San Michele. L’opera sarà accompagnata da una performance con partecipazione del pubblico, concepita come momento di riflessione collettiva su appartenenza, identità e comunità.
Il Jumeirah Capri Palace Award torna alla seconda edizione
Il calendario include inoltre la seconda edizione del Jumeirah Capri Palace Award, il premio per le arti visive nato dalla collaborazione tra il Festival e il Jumeirah Capri Palace Hotel. Alla prima edizione erano stati premiati MASBEDO e Clarissa Baldassarri, con una menzione speciale a Angelo Mosca.
La giuria di quest’anno sarà presieduta dal critico e curatore francese Nicolas Bourriaud e comprenderà figure come Claudio Cerasa (Il Foglio), Brunella Trimarco (presidente della Fondazione Tridama), Ermanno Zanini (General Manager del Jumeirah Capri Palace e vicepresidente per Sud Europa e Regno Unito del gruppo Jumeirah) e Marco Zappalorto (Director of International Strategy and Partnerships, Fondazione OGR Torino).











