Francia in stallo: la manovra diventa più complessa dopo un’estate terribile

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L’Istituto nazionale di statistica francese ha rivisto a zero la crescita del Pil nel secondo trimestre, segnalando che alla stagnazione non ha contribuito soltanto la «terribile estate» di ondate di calore. Dietro il dato ci sono anche fragilità strutturali: un debito pubblico elevato, un differenziale di rendimento in aumento e il timore di nuovi tagli del rating sovrano.

Cosa emerge dalla revisione dell’Insee

L’Insee ha corretto al ribasso la stima preliminare, che un mese fa indicava un +0,2% per il periodo aprile-giugno. Nel dettaglio, la crescita si è fermata a 0%.

Tra le cause indicate dall’istituto figurano una produzione agricola più debole del previsto, danneggiata dalle ondate di calore, dalla siccità e dagli incendi verificatisi tra giugno e agosto, e un aumento dei prezzi dei servizi di mercato, in particolare nei trasporti.

Il ministro dell’Economia, Roland Lescure, ha collegato direttamente la stagnazione alla stagione estiva appena trascorsa, avvertendo che l’effetto potrebbe protrarsi anche nel terzo trimestre e che il ministero dovrà tenere conto di questi elementi nella revisione delle previsioni di crescita e del deficit in vista della legge di bilancio.

Composizione del Pil: segnali contrastanti

All’interno del dato aggregato emergono dinamiche opposte. I consumi delle famiglie sono rimbalzati: +0,3% rispetto al -0,3% del trimestre precedente. Nel complesso la domanda interna ha dunque fornito un contributo positivo, seppur limitato.

D’altra parte gli investimenti restano deboli, con un calo dello 0,3%. Le esportazioni hanno segnato una robusta ripresa (+2,9% dopo il -3%), trainate soprattutto dal settore aerospaziale. Tuttavia le imprese hanno ridotto le scorte, sottraendo 0,7 punti alla crescita del trimestre.

Questi elementi rendono difficile il raggiungimento dell’obiettivo governativo di una crescita annua dello 0,7%. Con la prima metà dell’anno che ha portato a casa solo lo 0,3%, servirebbe un +0,5% sia nel terzo sia nel quarto trimestre: un ritmo che l’Insee considera ormai poco probabile.

Pressione sui mercati e coste del debito

Sui mercati finanziari la situazione è già tesa da settimane. Il rapporto tra debito pubblico e Pil si attesta intorno al 117,5%, mentre il deficit supera il 5%.

Grafici di mercato finanziario e dati economici in tempo reale su schermi
I mercati finanziari europei rimangono sotto pressione per le prospettive francesi

Il premio al rischio richiesto dagli investitori per i titoli di Stato francesi a dieci anni rispetto ai bund tedeschi si è ampliato per tre mesi consecutivi fino a circa 88 punti base, il livello più alto dalla fine del 2024. Alcuni analisti ritengono possibile un ulteriore allargamento fino a quota 100 punti.

La Borsa di Parigi ha risentito del nervosismo: le banche, particolarmente esposte al debito sovrano, figurano tra le performance peggiori del Cac 40. Parallelamente i rendimenti francesi sono saliti sopra quelli italiani, segnando un cambio di prospettiva che il Financial Times ha descritto come la sostituzione della Francia all’Italia tra le principali preoccupazioni dei mercati sulla sostenibilità del debito in Europa.

Il ruolo delle agenzie di rating

Il giudizio degli investitori guarda anche alle decisioni delle agenzie. Venerdì è atteso l’aggiornamento del rating sovrano francese da parte di Fitch. Un anno fa l’agenzia aveva declassato la Francia ad A+, il livello più basso mai registrato per il Paese; da allora l’outlook è rimasto stabile.

Tuttavia il prolungarsi della stagnazione e il peggioramento dei conti pubblici potrebbero complicare la conferma di quell’outlook. Nelle settimane successive toccherà anche a Moody’s e Standard & Poor’s rivedere i propri giudizi.

Vulnerabilità e conseguenze

Quasi il 60% del debito pubblico francese è detenuto da investitori esteri. Un downgrade o una revisione al ribasso delle prospettive di rating potrebbe aumentare i costi di rifinanziamento e accentuare la pressione sui conti pubblici.

In più pesa il calendario politico: il governo Lecornu è chiamato a presentare la manovra 2027 in Parlamento all’inizio di ottobre, pochi mesi prima delle presidenziali. In un contesto politico giudicato instabile dai mercati, la combinazione di deficit elevati, spread in crescita e tensione elettorale aumenta il rischio di un’ulteriore erosione della fiducia verso Parigi.

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