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Un giro di telefonate, una missione segreta della Cia e nuovi raid segnano un’escalation di tensione tra Mosca e l’Occidente. Le comunicazioni diplomatiche e le minacce russe si intrecciano con attacchi che Kiev definisce diretti contro infrastrutture e abitazioni, mentre la Moldavia denuncia violazioni del proprio spazio aereo.
Diplomazia sotto pressione
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Secondo il Wall Street Journal, il direttore della Cia John Ratcliffe si è recato a Mosca per discutere con i vertici russi; fonti Usa riportano che l’obiettivo dell’incontro sarebbe stato avvertire la Russia di non attaccare Paesi membri della **Nato**. Il New York Times aggiunge che Ratcliffe ha condiviso con i russi una valutazione «cupa» sulla situazione militare ed economica della Federazione, invitandoli a cercare una soluzione prima di un peggioramento.
Il presidente Usa Donald Trump, parlando dallo Studio Ovale, ha dichiarato di aver parlato con Vladimir Putin e che «non attaccherà i Paesi della Nato», aggiungendo di non essere preoccupato. Le ricostruzioni sui colloqui tra i leader alimentano dubbi e interpretazioni contrastanti tra gli alleati.
Minacce e affermazioni russe
Da Mosca sono arrivate parole di avvertimento rivolte anche a Londra: la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha affermato che ogni contingente in territorio ucraino che ostacoli la Russia potrebbe diventare un obiettivo militare. In parallelo il Cremlino ha definito l’ipotesi di un attacco russo a un Paese Nato come uno «spauracchio» usato per distorcere la realtà.
Il capo dello Stato maggiore russo, Valery Gerasimov, ha rivendicato progressi sul fronte di **Donetsk**, sostenendo che le forze russe avrebbero superato in alcuni punti la linea difensiva Sloviansk‑Kramatorsk. Le affermazioni non sono verificate indipendentemente.
Colpi, danni e allarmi in Ucraina
Le autorità ucraine e il presidente Volodymyr Zelensky hanno denunciato attacchi con **droni** e missili balistici che avrebbero colpito infrastrutture essenziali e abitazioni. A Kharkiv un drone d’attacco ha centrato un centro commerciale: il sindaco e il governatore regionale parlano di almeno una vittima e quattro feriti.

Intanto a Kiev è scattato un nuovo allarme aereo: le forze di difesa antiaerea sono operative e alla popolazione è stato chiesto di restare nei rifugi fino a cessatezza dell’allarme, secondo un avviso dell’amministrazione militare citato da Ukrinform.
Incursioni nello spazio aereo moldavo
Alla vigilia del 35° anniversario dell’indipendenza, la Moldavia ha segnalato ripetute violazioni del proprio spazio aereo. La presidente Maia Sandu, sui social, ha condannato quella che ha definito «intimidazione» e ha ribadito l’impegno del Paese verso l’integrazione europea.

Il ministero della Difesa di Chisinau, citato dall’emittente pubblica M1, riferisce che cinque droni hanno attraversato lo spazio moldavo per poi entrare in territorio ucraino, con svolte in direzione di Odessa. Un velivolo non identificato è stato trovato schiantato vicino alla capitale; la polizia ha messo in sicurezza l’area e le autorità affermano di monitorare la situazione assieme ai partner internazionali.
Valutazioni degli alleati e possibili sviluppi
Un alto funzionario europeo ha detto che, malgrado le tensioni e le numerose indiscrezioni dopo la visita della Cia, non si ravvisa un rischio immediato di attacchi russi contro Paesi europei o membri Nato. Secondo questa fonte, gli scenari sul campo mostrano per ora attacchi ibridi e attività che potrebbero continuare.
Diversi media statunitensi, citati nelle ricostruzioni, sostengono che il Cremlino potrebbe intensificare i bombardamenti e sta valutando anche l’impiego di missili balistici più potenti. Queste valutazioni restano però basate su fonti giornalistiche e non costituiscono conferme ufficiali di cambi di dottrina militare.
Prospettive di dialogo
Kiev non esclude la possibilità di colloqui con Mosca nel prossimo mese: fonti ucraine parlano di negoziati che potrebbero tenersi «probabilmente a settembre». Al momento, tuttavia, le condizioni sul terreno e le reciproche accuse rendono incerta ogni ripresa diplomatica sostanziale.
La situazione resta monitorata da alleati e partner regionali: segnali diplomatici e attività militari si alternano, e ogni sviluppo potrebbe avere ripercussioni immediate sull’area e sugli equilibri europei.











