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L’inchiesta denominata “Forrest Gump” ha portato alla luce un presunto sistema di appropriazione di imprese e immobili in Ucraina e ha causato la rimozione da ruoli di vertice di una figura vicina alla presidenza. La Procura specializzata anti-corruzione (Sapо) e il Bureau nazionale anti-corruzione (Nabu) indicano dirigenti pubblici, hacker e un ex deputato come protagonisti di operazioni valutate in milioni di euro.
Cosa ricostruiscono gli investigatori
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Secondo la Sapо e la Nabu, il gruppo sotto indagine avrebbe creato, nell’autunno del 2025, un meccanismo per sottrarre la proprietà di società e dei loro immobili. Il valore contestato in questa fase ammonta a circa 248 milioni di grivne (pari a circa 4,8 milioni di euro).
Nel maggio 2026 gli stessi investigatori attribuiscono al gruppo un altro tentativo di acquisizioni illecite per circa 207 milioni di grivne (circa 4 milioni di euro). In almeno un’operazione l’obiettivo sarebbe stato un patrimonio immobiliare nel centro di Kiev valutato oltre mezzo miliardo di grivne.
La tecnica: accessi ai registri e congelamento dei diritti
Gli inquirenti descrivono un’azione in due fasi. Prima, esperti informatici avrebbero alterato registri ufficiali per modificare i dati di proprietà delle società. Dopo le manomissioni, le quote venivano trasferite a persone vicine all’organizzazione.

Subito dopo, per impedire che i legittimi proprietari rivalessero in tribunale, il gruppo avrebbe promosso denunce penali presentate da persone sotto il suo controllo. L’apertura dei procedimenti consentiva di ottenere il sequestro o il congelamento dei diritti societari, bloccando temporaneamente le contestazioni giudiziarie.
Pressioni sul ministero della Giustizia e la Commissione anti-raid
La seconda componente dello schema avrebbe riguardato l’intervento sul piano amministrativo. La Sapо sostiene che gli indagati abbiano esercitato pressioni sui funzionari incaricati di valutare i ricorsi contro presunte operazioni di raideraggio.
Viktor Dubovyk, indicato come capo della Direzione per le politiche legali dell’Ufficio del presidente e fino al 2024 a capo della Commissione anti-raid del ministero della Giustizia, è tra i nomi emersi. Secondo l’accusa, la Commissione — che può bloccare il trasferimento di aziende o immobili quando rileva irregolarità nelle registrazioni — avrebbe adottato, il 29 dicembre 2025, una decisione favorevole al trasferimento dei diritti su una società passata poi a persone controllate dal gruppo. Il ministero avrebbe ratificato quella conclusione il 31 dicembre.
In una conversazione intercettata citata dagli investigatori un membro del presunto gruppo dice: “Per noi la cosa principale è che questo provvedimento venga adottato al cento per cento. È sufficiente”. Poco dopo aggiunge: “È tutto, abbiamo già vinto. Con questo ci prendiamo gli immobili”. All’epoca la titolare ad interim del dicastero era Liudmila Sugak.
Altri metodi e ostacoli
Il dossier indica anche tentativi di avvalersi di procedure fallimentari per assicurarsi immobili di pregio nel centro di Kiev e un progetto di falsificare un’ordinanza giudiziaria da inserire nel registro immobiliare con l’aiuto di hacker. In alcuni casi, però, funzionari del ministero avrebbero rifiutato di eseguire istruzioni ritenute illegali, facendo fallire l’operazione.
Chi sono i principali indagati
Oltre a Iryna Mudra, rimossa dal ruolo di vice capo dell’Ufficio del presidente, la Sapо ha reso noti altri nomi. Tra questi figurano:

- Viktor Dubovyk, dirigente dell’Ufficio del presidente e già a capo della Commissione anti-raid;
- Olena Ferens, viceministro della Giustizia;
- Liudmila Sugak, ministra della Giustizia ad interim dal 19 novembre 2025 a luglio 2026 e fino a poco tempo fa viceministro con delega all’integrazione europea.
Finanziamenti e responsabilità
Secondo i pubblici ministeri, il finanziatore principale sarebbe l’ex deputato Maksym Mykytas, indicato come una delle menti insieme a Mudra. L’accusa parla di circa 514.000 dollari in contanti utilizzati in gran parte per pagare gli hacker e per corrompere funzionari pubblici.
Connessioni istituzionali recenti
Un elemento che mette in risalto il caso è la partecipazione, nello scorso febbraio 2026, di Dubovyk, Mudra e Sugak a una task force voluta dal presidente Volodymyr Zelensky. Il gruppo era stato incaricato di predisporre proposte per l’adesione dell’Ucraina a un’iniziativa dell’OCSE contro la corruzione nelle transazioni commerciali internazionali.
Le indagini sono ancora in corso e la pubblicazione dei nomi da parte della Sapо rappresenta l’ultima tranche delle attività investigative. Gli sviluppi giudiziari nei prossimi mesi chiariranno responsabilità e conseguenze per i coinvolti.











