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In sei mesi di conflitto nel Golfo il Qatar ha visto ridursi drasticamente il suo peso sul mercato globale del gas, con impatti diretti sull’economia del paese e possibili ricadute per l’Europa. Le esportazioni di gas naturale liquefatto sono crollate quasi del tutto e Bruxelles potrebbe dover aumentare gli acquisti sul mercato spot se la situazione persisterà.
Export ridotti quasi a zero
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Spiegato: la vendita cross-category nel linguaggio delle aste
Secondo la società di intelligence **ICIS**, nei sei mesi successivi allo scoppio della guerra tra Iran e Stati Uniti lo Stretto di Hormuz è diventato di fatto impraticabile per le rotte del GNL. Ne è conseguito un calo delle spedizioni qatariote senza precedenti: appena 18 carichi sono stati inviati nel semestre, rispetto ai 509 dello stesso periodo dell’anno precedente.

Un colpo pesante per l’economia di Doha
Il blocco delle esportazioni ha avuto effetti immediati sui conti nazionali. Il paese ha registrato perdite valutate intorno a 24 miliardi di dollari in mezzo anno, accompagnate da una contrazione del Pil definita vicina alle due cifre.
Per un’economia fortemente dipendente dal gas liquefatto la frenata delle vendite rappresenta una sfida rilevante, sia sul fronte delle entrate pubbliche sia per gli investimenti programmati nel settore energetico.
Se continua, l’Europa dovrà correre ai ripari
La carenza di GNL dal Qatar costringerebbe l’Unione europea a rivedere le sue forniture. Se la situazione dovesse protrarsi, Bruxelles sarebbe costretta ad aumentare gli acquisti sul mercato spot fino a 56 miliardi di metri cubi, secondo le stime riportate nelle analisi.

Scenari e incognite
Il persistere delle difficoltà nello Stretto di Hormuz mantiene elevata l’incertezza sulle rotte energetiche globali. Le mosse dei paesi importatori dipenderanno dall’evoluzione del conflitto e dalla capacità di diversificare le fonti.











