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È morto a 68 anni Fernando Caruncho, paesaggista e architetto spagnolo la cui opera ha ridefinito il ruolo del giardino come spazio di riflessione. La sua pratica, radicata nella filosofia e nella cura del paesaggio, ha lasciato tracce riconoscibili in progetti in tutto il mondo.
Filosofia applicata al progetto
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Nato a Madrid nel 1957, Caruncho studiò Filosofia all’Università Autonoma di Madrid e, alla fine degli anni Settanta, iniziò a dedicarsi professionalmente al giardinaggio e alla progettazione del paesaggio. Sempre restio alle etichette, preferiva chiamarsi semplicemente jardinero.
Per lui il giardino non era un ornamento ma uno strumento per «leggere il reale»: un luogo dove pensiero, natura e forma si incontrano e si trasformano nel tempo.
Forme, luce e durata
La sua ricerca mise al centro la geometria e la luce. Linee, assi, griglie e simmetrie funzionavano come dispositivi per relazionare alberi, acqua, pietra e colture. La luce, intesa come materiale progettuale, cambiava costantemente la percezione dello spazio.

Caruncho sosteneva che il giardino sia un’opera vivente, mai chiusa: cresce, si trasforma e mostra il passare del tempo. Questa concezione orientava scelte di scala, piantumazione e materiali.
Progetti e riconoscimenti
Nel corso della carriera realizzò oltre 150 interventi pubblici e privati in Europa, Stati Uniti, Giappone e Nuova Zelanda. Tra i lavori più noti figurano alcune opere emblematiche che hanno contribuito a definire il suo linguaggio.

- Terraza de los Laureles, Real Jardín Botánico, Madrid
- Flynn Garden, Florida
- Giardino dell’Ambasciata di Spagna, Tokyo
- Mas de les Voltes, Catalogna
In Italia il suo intervento a L’Amastuola, in Puglia, ha trasformato il paesaggio agricolo e il vigneto in una composizione pensata. Anche il progetto al Bacciolo in Toscana è citato tra i suoi contributi più significativi.
Nel 2009 fu nominato Accademico Onorario dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze e, dal 2016, risultava Accademico Ordinario della Classe di Architettura.
Un’eredità che parla di paesaggio
Caruncho ha influenzato il modo di intendere il paesaggio produttivo, restituendo al vigneto, al campo e al giardino una dimensione formale e poetica. I suoi progetti restano studi sul rapporto tra misura, luce e tempo.
La sua scomparsa chiude una storia professionale che aveva messo al centro l’ascolto dei luoghi e una pratica in cui il progetto è sempre dialogo con la natura.











