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Un caso giudiziario e politico scuote il Canton Ticino: audio compromettenti, due indagini aperte e la morte di una donna che aveva diffuso le registrazioni hanno portato sotto i riflettori il giudice e politico ticinese Claudio Zali. La vicenda combina elementi penali, scoppi mediatici sui social e incertezze sulle circostanze del decesso.
Le accuse iniziali e la prima inchiesta
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Nel corso dell’estate i pubblici ministeri ticinesi hanno avviato un procedimento penale che coinvolge il 64enne Claudio Zali, esponente della Lega dei Ticinesi e figura di spicco del governo cantonale.
La prima indagine, aperta a fine giugno, riguarda ipotesi di abuso di autorità e di tentata coazione. Secondo gli inquirenti, Zali sarebbe entrato in contatto per esercitare pressioni volte ad alleggerire la posizione di un minorenne, figlio di un’amica, accusato di aver compiuto sevizie su un coetaneo.
Le registrazioni diffuse sui social
La storia si è complicata il 22 luglio, quando una donna che si presentava con il nome fittizio “Sabrina” ha pubblicato online alcune telefonate registrate in anni precedenti. In quei file audio il giudice pronuncierebbe frasi violente, con richiami a interventi punitivi nei confronti di terze persone.

Zali ha respinto le accuse, sostenendo che si tratta di commenti pronunciati in un contesto privato e di esasperazione, e ha negato di aver mai aggredito qualcuno.
La pressione politica e lo spostamento di deleghe
La diffusione degli audio ha provocato una forte reazione politica. Una settimana dopo la pubblicazione, Zali ha annunciato che si dimetterà dal governo il 30 settembre. Nel frattempo l’esecutivo gli ha però revocato molte deleghe operative.
Formalmente resta membro del Consiglio di Stato ma senza la gestione di Dipartimenti chiave. Sempre secondo ricostruzioni giornalistiche, Zali avrebbe incaricato un team legale per avviare possibili contro-accertamenti, sostenendo di essere stato vittima di una trappola.
Una seconda indagine per reati a sfondo sessuale
Parallelamente, le autorità hanno aperto un secondo fascicolo. Il primo settembre il Ministero pubblico ha reso noto che Zali è indagato anche per presunti reati contro l’integrità sessuale. Questo procedimento sarebbe collegato a una vicenda che coinvolge una terza persona.
Testate come RSI e varesenews.it riferiscono che la donna che ha caricato gli audio era stata sentita come testimone, mentre la presunta vittima del caso a sfondo sessuale sarebbe un’altra donna.
Il ritrovamento del corpo e gli esami
Il 18 agosto, intorno alle 17:30, il corpo della 52enne che aveva pubblicato le registrazioni è stato recuperato nel lago di Lugano (Ceresio). La Procura ha aperto immediatamente un’inchiesta per chiarire le cause del decesso.

Dai risultati dell’autopsia è emersa la causa del decesso: asfissia da annegamento. Gli accertamenti tossicologici hanno rilevato livelli elevati di alcol e benzodiazepine. Al momento gli esami non hanno evidenziato segni che indichino un intervento di terzi sufficiente a configurare un omicidio, ma le indagini restano aperte in attesa di ulteriori approfondimenti.
Altri elementi emersi dopo la morte
Nei giorni successivi sono venuti alla luce alcuni particolari che arricchiscono il quadro di incertezza: a fine luglio la donna aveva scritto una lettera a un collettivo femminista, dicendosi «in pericolo» dopo la pubblicazione delle registrazioni su Instagram. Il testo è stato reso pubblico durante un presidio organizzato in sua memoria davanti al Palazzo di giustizia di Lugano.
Inoltre, circa due settimane prima del ritrovamento del corpo, la 52enne aveva denunciato un’aggressione. Non esistono però, allo stato, elementi accertati che colleghino in modo diretto questi episodi al decesso.
Cosa resta aperto
Le diverse inchieste continuano a svolgere accertamenti per ricomporre una vicenda complessa, che ha implicazioni sia giudiziarie sia politiche per il Canton Ticino. Al momento non c’è una connessione giudiziaria provata tra tutti gli episodi descritti.
Il caso rimane sotto osservazione: le autorità intendono chiarire i contorni dei procedimenti e verificare ogni elemento utile a stabilire responsabilità penali o eventuali profili di rilevanza amministrativa.











