Daniela Moruz in un’intervista sulla direzione pittura

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In Italia una nuova generazione di pittori riporta in primo piano la tela come luogo di esplorazione sensibile. Tra loro c’è Daniela Moruz (Moldavia, 2003), che racconta come il colore sia diventato per lei lo strumento principale per tradurre esperienze intime e quotidiane in immagini.

Da un’infanzia moldava al laboratorio italiano

Moruz racconta che la sua passione per il disegno nasceva senza una consapevolezza artistica formale, quasi come un bisogno primordiale. Il trasferimento in Italia, favorito dalla madre, le ha offerto strumenti e tempo per trasformare quell’istinto in pratica pittorica e possibilità espositive.

Colore, istinto e scelta del soggetto

Al centro della sua ricerca c’è il colore. Daniela seleziona i soggetti soprattutto in base a quanto le consentono di sperimentare cromie, contrasti e luminosità. Spesso è l’aspetto cromatico a guidare la composizione più del soggetto stesso.

Tavolozza di colori vivaci e pennelli utilizzati per la sperimentazione cromatica
Il colore è al centro della ricerca artistica di Moruz, che guida la composizione più del soggetto stesso.

Per lei la pittura è un mezzo per «liberare il mio inconscio»: dipingere equivale a trasferire sulla tela emozioni e sensazioni, in un processo che si conclude quando l’opera «dice quello che ha da dire».

Temi e sguardo: dal personale al collettivo

La femminilità è stata il punto di partenza del suo lavoro, nutrita da figure femminili forti nella sua vita. Col tempo il suo interesse si è ampliato alla quotidianità intorno a lei: persone e scene ordinarie diventano materiali per osservare la propria esperienza attraverso lo sguardo degli altri.

Pur radicata nel personale, la pittura di Moruz cerca un dialogo con l’immaginario collettivo, offrendo visioni riconoscibili ma filtrate da un trattamento cromatico personale.

Tecnica e fase preparatoria

Nel processo creativo Daniela dà grande importanza all’abbozzo e al fondino. Questi passaggi fungono da riscaldamento e definiscono l’atmosfera del dipinto, condizionando in modo decisivo il risultato finale.

Non usa strumenti digitali o intelligenza artificiale nella realizzazione delle tele: l’unico intervento digitale riguarda la modifica cromatica delle foto di riferimento.

Influenze e riferimenti

Tra i maestri del passato, Moruz parla con ammirazione degli impressionisti per la loro capacità di catturare sensazioni fugaci.

Dettaglio di una tela con trattamento cromatico intenso e sensibile alla luce
L’influenza degli impressionisti si riflette nella capacità di Moruz di catturare sensazioni fugaci attraverso il colore.

Tra gli autori contemporanei cita Anish Kapoor per l’impatto visivo e Iñigo Sesma per le ricerche sul colore. Il cinema ha un ruolo non secondario: i film di Dario Argento, in particolare la trilogia delle Tre Madri e Suspiri­a, l’hanno colpita per l’intensità cromatica. L’esperienza di quelle visioni ha anche contribuito a rendere il rosso un elemento ricorrente nelle sue opere.

Contesto contemporaneo e visibilità collettiva

Moruz riconosce che il contesto sociale e culturale influisce sul suo lavoro perché fa parte del suo quotidiano, anche se non è sempre il nucleo della sua ricerca.

Riguardo alla partecipazione a mostra collettive, come la rassegna Ensemble, l’artista ritiene che le sue opere possano acquisire nuovi significati: un’esposizione di gruppo le permette di essere viste in relazione ad altri sguardi e linguaggi contemporanei.

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