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Prosegue a Torino la 12ª edizione di Opera Viva Barriera di Milano, il progetto di arte pubblica che trasforma la grande affissione di Piazza Bottesini in una superficie espositiva in continua rotazione. Da lunedì 10 agosto la cimasa ospita Veduta dal mare di Porto San Giorgio, opera di A. Vecchiola selezionata per l’edizione 2026, intitolata IN TIME.
La grande pubblicità che diventa spazio d’arte
L’iniziativa curata da Alessandro Bulgini e prodotta da Flashback riconverte lo spazio pubblicitario urbano in un dispositivo culturale: la pannellatura di Piazza Bottesini funziona come un manifesto in continuo divenire, pensato per stimolare il confronto dei cittadini con immagini capaci di rimettere in gioco il presente.
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La mostra sulla facciata pubblica ha già ospitato, lo scorso giugno, il primo manifesto della rassegna: Follow the Ship(s) – Drawing Detail #2 di Matthew Attard. L’opera, parte del progetto presentato al Padiglione di Malta della 60ª Biennale di Venezia, si ispira ai graffiti navali incisi da marinai e pellegrini sulle pareti delle chiese maltesi: segni che funzionavano come ex voto, richieste di protezione e invocazioni di salvezza affidate al mare.
Attard rovescia il tradizionale gesto del disegno. Qui la linea nasce dal movimento dello sguardo: una tecnologia di eye-tracking traccia il percorso visivo dell’artista mentre segue le incisioni. Quel tracciato si fonde con immagini digitali del mare e con le rotte delle navi contemporanee, mettendo in dialogo memoria materiale e linguaggi digitali.
Una costa marchigiana che racconta identità e memoria
Veduta dal mare di Porto San Giorgio propone una panoramica della costa marchigiana vista dal largo: la spiaggia, il paese sul litorale, le colline in lontananza e, in primo piano, una rete di imbarcazioni a vela. La scena cattura lo sguardo per le vele color ocra, segnate da simboli — stelle, croci, cerchi — che non erano semplici decorazioni ma marchi identificativi.
Per le famiglie di pescatori quelle insegne avevano una funzione pratica: permettevano di distinguere le barche dal lontano e di riconoscere il ritorno dei propri cari. Quel sistema di comunicazione visiva tramuta l’attesa in una dimensione condivisa. Per il progetto IN TIME la vela diventa allora un’immagine potente: simbolo di un tempo non lineare, fatto di rotte, deviazioni, approdi e incontri tra culture.
Il dipinto rimanda anche alla storia di Porto San Giorgio: le sue radici sono spesso ricondotte a insediamenti di pescatori veneti lungo la costa fin dall’XI secolo. Il ruolo portuale del borgo si consolidò nel Duecento, quando il podestà veneziano Lorenzo Tiepolo promosse la costruzione della rocca che ancora oggi domina il panorama. Anche l’artigianato navale locale conserva tracce di questi scambi: le imbarcazioni tradizionali marchigiane mostrano legami con il bragozzo veneziano.
Partendo da una singola veduta costiera, il programma allarga la riflessione al mare come spazio di attraversamento: luogo di scambi commerciali, migrazioni e contaminazioni culturali, regolato anche da norme internazionali. In questo quadro la navigazione è pensata come metafora di connessioni possibili tra tempi e luoghi. Il richiamo all’azione umanitaria della Global Sumud Flotilla sottolinea poi il valore politico e simbolico del mare come arena di libertà e solidarietà.












