Mostra sommario Nascondi sommario
Francesco Guccini è morto a 86 anni: con lui si chiude il capitolo di una delle voci più riconoscibili e influenti della cultura italiana del secondo Novecento. Cantautore, scrittore e intellettuale, ha raccontato il Paese con testi che hanno mischiato impegno civile, memoria personale e una lingua ricca e immediatamente riconoscibile.
Una carriera tra canzone d’autore e memoria collettiva
Nato a Modena il 14 giugno 1940 e cresciuto tra la città e Pavana, Guccini esordì in discografia nel 1967 con Folk beat n. 1. Da allora costruì una discografia estesa — oltre venti album — e firmò brani che fanno parte dell’immaginario nazionale.
Si è spento a 86 anni Francesco Guccini, il maestro della canzone d’autore
I pasdaran puniscono Trump in risposta a patti fatti per guadagnare tempo
Tra i suoi pezzi più noti figurano Dio è morto, La locomotiva, L’avvelenata e Eskimo. I suoi testi intrecciano autobiografia e riferimenti storici, ironia e malinconia, proponendo uno sguardo riflessivo sulla società italiana.
La produzione letteraria
Parallelamente alla musica, Guccini sviluppò una intensa attività come scrittore. Tra il 1989 e il 2020 pubblicò 26 libri, molti in collaborazione con Loriano Macchiavelli, spaziando dall’autobiografia al romanzo fino al noir.
Dopo aver abbandonato i concerti e la produzione discografica, spiegò che la scrittura era rimasta al centro della sua vita: «Non mi manca scrivere canzoni, perché scrivo libri. È un altro modo di scrivere, ma è sempre scrittura». Raccontava inoltre di passare le giornate «leggendo, anzi facendomi leggere», riferendosi agli audiolibri a causa di problemi di vista.
Impegno civile e riconoscimenti
La dimensione politica e civile è una costante nella sua opera. Dai brani di denuncia come La locomotiva ai pezzi che toccano temi di libertà e giustizia, il suo approccio privilegiava la complessità piuttosto che i facili slogan.
Guccini si definì più volte vicino a una sensibilità di sinistra ma anche «un anarchico di matrice liberale». In un’intervista a Rolling Stone denunciò la perdita di centralità della canzone d’autore: «Hanno dimenticato le canzoni per strada». E con la sua consueta schiettezza aggiunse: «Chi dice che destra e sinistra sono uguali di solito è di destra».
Nel 2004 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo nominò Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, riconoscimento ufficiale per il suo contributo culturale.
Gli ultimi giorni e le commemorazioni
Le condizioni di salute di Guccini, già precarie da tempo, si sono aggravate nella serata del 5 agosto. La famiglia ha reso noto che, nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno «in forma strettamente privata».
È stata inoltre annunciata una cerimonia commemorativa pubblica prevista per il mese di settembre. La richiesta dei familiari è che il lutto venga vissuto con la massima riservatezza.
Francesco Guccini lascia un’eredità fatta di canzoni, pagine e idee che hanno contribuito a definire il profilo culturale dell’Italia contemporanea. La sua voce rimane parte della memoria collettiva, capace di coniugare racconto personale e interrogativi pubblici con una lingua sempre riconoscibile.











