Home In evidenza 27 Gennaio 1945: Auschwitz viene liberato. Una giornata da non dimenticare!

27 Gennaio 1945: Auschwitz viene liberato. Una giornata da non dimenticare!

by Freelance

Di Eugenio Magnoli

Il 27 gennaio 1945, le truppe sovietiche entrano ad Auschwitz, in Polonia, liberando i sopravvissuti dalla rete dei campi di concentramento e rivelando finalmente al mondo la profondità degli orrori perpetrati lì.

Auschwitz era in realtà un gruppo di campi, designati I, II e III. C’erano anche 40 campi “satellite” più piccoli. Fu ad Auschwitz II, a Birkenau, istituita nell’ottobre 1941, che le SS crearono un terreno di sterminio complesso e mostruosamente orchestrato: 300 caserme di prigione; quattro “stabilimenti balneari” in cui venivano gasati i prigionieri; cantine per cadaveri; e forni crematori. Migliaia di prigionieri sono stati utilizzati anche per esperimenti medici supervisionati ed eseguiti dal medico del campo, Josef Mengele, l ‘”Angelo della morte”.

L’Armata Rossa stava avanzando più in profondità nella Polonia da metà gennaio. Dopo aver liberato Varsavia e Cracovia, le truppe sovietiche si diressero ad Auschwitz. In previsione dell’arrivo dei soviet, gli ufficiali delle SS iniziarono una follia di omicidi nei campi, sparando a prigionieri malati e facendo saltare in aria i crematori nel disperato tentativo di distruggere le prove dei loro crimini.

Quando finalmente l’Armata Rossa sfondò il cancello, i soldati sovietici incontrarono 648 cadaveri e più di 7.000 sopravvissuti al campo che stavano morendo di fame. C’erano anche sei magazzini pieni di centinaia di migliaia di abiti da donna, completi da uomo e scarpe che i tedeschi non ebbero il tempo di bruciare.

Le barbarie compiute in quel fatidico campo sono ricordi indelebili nelle menti delle persone che lo hanno vissuto come protagonisti. Cosa abbiamo imparato da allora come razza umana? Ogni volta che si guarda a quel frangente della storia lo si guarda con ripudio e orrore. Ma nasconde il più grande insegnamento della storia. Non si può vivere di oppressione, non si possono precludere diritti e libertà dei nostri simili e non ci si può permettere di sfruttare il lavoro altrui senza permettere ai soggetti, imprigionati e oppressi, di prosperare e vivere seguendo le proprie libertà. Guardando la situazione odierna mi chiedo: cosa abbiamo imparato realmente dalla terribile esperienza di Auschwitz? Non abbastanza credo, solo morale e tanta retorica. Finita la giornata si torna al disprezzo, al razzismo, alla persecuzione e allo sfruttamento.

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