Dopo lo scandalo saudita, arriva “finalmente” la risposta di Renzi, che più che fare un “mea culpa” decide di attaccare direttamente chi si è permesso di rivolgergli delle domande. E così, a finire nel mirino del ‘Frank Underwood’ di Rignano c’è la «grande alleanza progressista Leu/Cinque Stelle/Pd», suoi alleati di governo ed ex alleati, che, a suo dire, «strumentalizza una tragedia come quella dell’uccisione del giornalista saudita Khashoggi».
Ma il punto è un altro. E’ stato chiesto a Renzi di fare chiarezza sulla natura dei suoi rapporti con l’Arabia Saudita e sullo stipendio percepito da quest’ultima; nonostante sia: un ex premier, ex segretario del Pd, attuale leader di un partito al governo e attuale Senatore della Repubblica.
Nella sua enews, Renzi ha risposto che intrattenere rapporti con l’Arabia Saudita «non solo è giusto, ma è anche necessario» perché quel Paese «è un baluardo contro l’estremismo islamico ed è uno dei principali alleati dell’Occidente da decenni. Anche in queste ore – segnate dalla dura polemica sulla vicenda Khashoggi – il Presidente Biden ha riaffermato la necessità di questa amicizia in una telefonata al Re Salman».
Tutto molto corretto, ma il punto è un altro mio caro Senatore Renzi. Questa è una risposta giusta ad una domanda che nessuno le ha posto. Quali qualità ha uno come Renzi per essere pagato dal principe saudita? Per le sue spiccate doti di marketing?! Di ingegneria?! O per il suo impeccabile inglese?! Oppure per i suoi contatti?? E’ questo che tutti si domandano. Inoltre, vista la recente classifica che annovera i Parlamentari italiani come i più pagati al mondo, che bisogno ha un Senatore della Repubblica di percepire dei soldi da uno stato estero mentre è in carica??
Ma per Renzi è tutto è alla luce del sole. E, nella sua enews, si auto-ripropone la domanda, in maniera subdola: Svolgi attività stile conferenze o partecipazione ad advisory board o attività culturali o incarichi di docente presso università fuori dall’Italia? «Sì – risponde – Svolgo attività previste dalla legge ricevendo un compenso sul quale pago le tasse in Italia. La mia dichiarazione dei redditi è pubblica. Tutto è perfettamente legale e legittimo».
Un ragionamento che, secondo l’ex premier, vale anche per i suoi ruoli politici: «Il Pd sotto la mia gestione e Italia Viva dalla sua nascita non hanno mai ricevuto denari da governi stranieri o strutture ad essi collegati. Mi auguro che possano dirlo tutti gli altri partiti, a cominciare da chi in passato ha stretto rapporti strategici con il Venezuela».
Infatti, la giustificazione di Renzi trova riscontro grazie ai paradossi della legge italiana: è illegale per un partito ricevere soldi da uno Stato ma perché per i singoli rappresentanti dovrebbe essere diverso?
“Matteo Renzi in quanto senatore – ha riassunto la vicepresidente della Camera dei deputati Maria Edera Spadoni – non può più perdere altro tempo e deve chiarire la natura dei suoi rapporti col principe saudita Mohammed bin Salman e quello con la fondazione Future investment iniziative di cui sarebbe membro del board e dalla quale riceverebbe, stando a notizie di stampa, un compenso di circa 80 Mila dollari”.
Infatti è proprio questo il punto, la natura dei rapporti è normale trattandosi di un ex premier, cosa meno normale è essere pagati da un altro Stato mentre si siede in istituzioni così importanti. Quando si tratterà di prendere decisioni sull’Arabia, Renzi potrebbe mai avere un giudizio distaccato?
Si tratta di un precedente assai grave, sebbene la natura del rapporto non sia ancora stata definita. Mettiamo il caso che Renzi, nella questione, sia in buona fede. Ma cosa succederebbe se un domani i Senatori della Repubblica italiana venissero acquistati da Cina, Usa, Russia o Germania? Di sicuro verrebbe meno il principio di Stato sovrano e libero e i nostri rappresentanti prenderebbero decisioni seguendo gli interessi degli Stati sponsor, occupandosi sempre meno dell’interesse nazionale.
Calenda punta il dito
Anche Carlo Calenda, leader di Azione, intervistato sulla questione dalla trasmissione L’Aria che Tira su La7, punta il dito contro Renzi: “E’ gravissimo sotto il profilo etico il caso di Renzi, non c’è un caso di parlamentari in carica che sono stati pagati da governi stranieri. Nessuno può essere pagato da altri quando prendi soldi dai cittadini italiani. Non solo per l’Arabia Saudita, anche fosse la Germania è lo stesso. Non è illecito e c’è un buco normativo. I partiti politici non possono essere finanziati da stranieri, società o governi stranieri, ma io potrei essere pagato dall’Arabia Saudita, questo non va bene ed è grave. C’è un buco normativo. Non ci devono essere conflitti di interesse”.
Poi, parlando su una possibile alleanza tra Azione e Italia Viva, chiarisce la questione chiudendo al Senatore di Rignano: “Con Renzi c’è un problema perché la politica non solo è fatta di contenuti ma anche di comportamenti e, a parte la vicenda dell’Arabia Saudita, Renzi ha detto tutto e il contrario di tutto in questi mesi. Se Italia Viva continuerà ad essere guidata da Renzi non è una strada che possiamo percorrere assieme”.
