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Renzi getta la maschera e si fa sempre più a destra

by Romano Franco

Prima o poi doveva accadere. Era scritto nel destino e nei suoi ideali farlocchi che Matteo Renzi fosse da sempre un uomo di destra. E così, dopo tanti anni di buone prediche e di comportamenti pessimi, la quinta colonna del Vaticano, di Confindustria e di Mohammad bin Salman finalmente getta la maschera.

Si aveva il sentore della sua natura quando, da uomo e segretario del Pd, si permise di abolire l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, orgoglio socialista, che neanche la destra più estrema aveva osato toccare o modificare. Misura voluta fortemente dalle destre e da Confindustria. Certo, ha dato una scossa al Pil e, mentre le grandi industrie ingrassavano, i lavoratori venivano sottoposti ad affrontare condizioni precarie e con sempre meno diritti.

Fatto che aveva gettato vergogna su un partito, quello Democratico, che delle lotte in favore dei lavoratori aveva fatto il suo cavallo di battaglia, almeno nella retorica.

Nonostante se ne parli da parecchio, tipo quando il nostro giornale ipotizzò del possibile “matrimonio” tra i due Matteo, Renzi aveva sempre negato i legami tra lui e il centro destra. Ma ora la maschera è tolta, ieri infatti a Conegliano (Veneto) Italia Viva, cioè Renzi, appoggerà il sindaco di Lega e Fratelli d’Italia.

Ora finalmente, il senatore di Rignano, può uscire allo scoperto; da tempo erano molte le analogie che accomunavano i due Matteo, e non solo per il fatto che entrambi possono vantare nel loro “medagliere” l’abbattimento di almeno un governo Conte. I due leader si assomigliano e hanno sicuramente un loro fascino che ha incanalato verso di loro molteplici voti nei loro momenti di gloria; ma mentre Salvini vanta ancora un elettorato che può competere per la pole position, il “povero” Renzi, tra una riforma e qualche sgambetto, continua a galleggiare da tempo immemore alla deriva.

Da tempo, il Matteo, toscano sta cercando di trovare la propria posizione dove, in futuro, potrà sfogare al meglio il suo opportunismo.

La notizia dell’appoggio a Conegliano Veneto è un po’ la ciliegina sulla torta che vede il lesto Renzi posizionarsi nella posizione dove ci sono più mancanze di riferimenti, quella centrale.

Si sa che le posizioni delle destre, eccezion fatta per Forza Italia e Cambiamo di Toti, sono da tempo troppo estreme per rappresentare il centro moderato e, vista la mancanza di punti di riferimento, Renzi cerca di posizionarsi proprio lì.

E’ da tempo che si dichiara con i fatti uomo di destra. Le sue battaglie contro il Reddito di Cittadinanza, la sua repulsione nel parlare di salario minimo o il fatto di non voler ripristinare contratti di lavoro più garantiti, sono l’ennesima prova del fatto che Renzi non sia nato per stare a sinistra.

Ma si sa, Renzi non è né di destra né di sinistra, laddove c’è una pagnotta ben cotta: quella è la sua posizione.

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1 comment

Bruno Di Martino 4 Settembre 2021 - 09:39

Chi conosce la storia di Renzi e i provvedimenti del suo governo e la storia dei nostri “socialisti “ vede la differenza …ci vuole proprio la faccia che dice Giachetti per scrivere tali castronerie dettate , lo sappiamo , dal rancore ed invidia nei confronti di chi dimostra capacità politiche , lungimiranza e coraggio virtù sconosciute a chi poi gode delle pagnotte che lui apparecchia ..

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