Home Arte & Cultura Pillole Domenicali, le ultime novità in libreria: “LE NAVI DI GARIBALDI” di Paolo Piccione

Pillole Domenicali, le ultime novità in libreria: “LE NAVI DI GARIBALDI” di Paolo Piccione

by Freelance

Di Guglielmo Brighi

Quarto rappresenta nell’immaginario nazionale una partenza utile e necessaria per uno dei progetti più ambiti di Casa Savoia: la spedizione di Garibaldi e dei suoi Mille in terra di Sicilia e la successiva risalita verso Napoli. Il Nizzardo, come sappiamo, è uomo di azione e ha bisogno di chiudere in fretta una partita che il Regno di Sardegna vuole assolutamente vincere.

Ecco allora Genova, il suo mare, le sue imbarcazioni. Due piroscafi nella notte tra il 5 e il 6 maggio 1860 escono dal porto ligure. Raffaele Rubattino è l’armatore de il “Piemonte” e del “Lombardo”. Forse più mazziniano che garibaldino, l’illustre genovese non è mosso certo da fremiti rivoluzionari, intento più alle proprie attività commerciali che alle cause patriottiche.

Amico personale di Cavour, è già stato consigliere del Municipio Genovese, è il pioniere della navigazione a vapore nel Mediterraneo. Ha ottenuto da Vittorio Emanuele II l’importante esclusiva del servizio postale sulla Linea d’Italia, la rotta che da Marsiglia serve fino a Napoli i rimanenti stati preunitari.

Con il siciliano Ignazio Florio crea nel 1881 la nuova Compagnia “Navigazione Generale Italiana”. Il “Piemonte” ed il “Lombardo” hanno origini d’armamento diverse. Il primo nasce scozzese e ha lo scafo di metallo, il secondo è livornese, è di legno con fodera di rame. La nostra cantieristica è ancora inferiore ed arretrata se paragonata a quella britannica.

Genova, l’Italia, l’Impero di Sua Maestà Britannica. Un rapporto costante nel tempo, forse un connubio segreto ed imponderabile. Una lunga linea sottile che attraversa la nostra storia non solo risorgimentale. Il monitoraggio navale inglese, discreto ma attento, è presente al largo di Quarto. Si concluderà l’11 maggio a Marsala.

Le due imbarcazioni al loro arrivo, sono subito sequestrate dalla marina di Francesco II. Il “Lombardo” si arena a pochi metri dalla battigia siciliana, il “Piemonte” è oggetto di colpi di artiglieria e trasportato il giorno dopo a Napoli. Approdi e destini diversi.

Lo scafo italiano si inabissa quattro anni dopo vicino all’isola di San Domino. Battuto all’asta invece il piroscafo scozzese come rottame da demolire. Fine ingloriosa ed amara per le navi di Garibaldi e dei suoi intrepidi.

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