Home Attualità Patrick Zaky scrive lettera struggente alla fidanzata. Cittadinanza? Ennesima mossa ipocrita della politica

Patrick Zaky scrive lettera struggente alla fidanzata. Cittadinanza? Ennesima mossa ipocrita della politica

by Romano Franco

“Combatterò finché non tornerò a studiare a Bologna”. E’ questo il messaggio trapelato dal povero Patrick Zaky, condannato ad una pena inesistente e relegato in una prigione dalle condizioni disumane e atroci.

Il giovane Patrick, detenuto in un carcere del Cairo, è un attivista e ricercatore egiziano, si trova dall’8 febbraio 2020 in detenzione preventiva fino a data da destinarsi.

L’accusa nei confronti di Zaky riguarda dieci post di un account Facebook, che la sua difesa considera ‘falso’, ma che ha consentito alla magistratura egiziana di formulare pesanti accuse di “incitamento alla protesta” e “istigazione a crimini terroristici”.

Si ritiene che il giovane studente egiziano sia un prigioniero di coscienza detenuto esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media.

La lettera di Patrick scritta alla fidanzata è struggente e racconta le difficoltà e i sogni infranti del giovane. A consegnare la missiva è stata la famiglia e l’ha ricevuta durante l’ultima visita in carcere. “So che nei nostri sogni più sfrenati non avremmo mai potuto immaginare questo scenario. Da quando sono partito per Bologna abbiamo fatto così tanti progetti, il primo dei quali è che tu venga a trovarmi lì e giriamo l’Italia insieme. Mi rende estremamente triste il fatto che non possa vedere questo accadere presto, dato che la mia situazione sta peggiorando di giorno in giorno”.

“La mia indagine è ripresa, il che potrebbe significare che un giorno andrò in tribunale e avrò un processo e questo è molto peggio di quanto mi aspettassi. Dopo un anno e mezzo – aggiunge Patrick – non potevo fare a meno di pensare che avrò presto la mia libertà, ma ora è chiaro che non accadrà presto. So che siete stati pazienti e avete sopportato l’insopportabile, mi scuso sinceramente per questo. Infine, vorrei congratularmi con tutti coloro che sono stati lasciati andare di recente, ma non sono affatto ottimista sulla mia situazione”, conclude il ragazzo.

Dopo aver dato la cittadinanza al povero Zaky, il governo italiano se n’è lavato abbondantemente le mani. Come volevasi dimostrare. La cittadinanza ad un cittadino egiziano, relegato in un carcere durissimo al Cairo, come avevamo scritto in precedenza, è infruttuosa.

Sono altre le mosse che dovrebbe fare il nostro governo. Per quanto ancora rimarremo in silenzio? Quand’è che si inizia a fare sul serio?

Convocare l’ambasciatore d’Egitto in Italia per esprimere il proprio dissenso potrebbe essere il primo passo. Ma serve di più al giovane Zaky! La cittadinanza, inutile e inopportuna, è servita al nostro governo per dimenticare e ritornare a dormire sogni tranquilli. E’ il momento di svegliarsi! Un ragazzo sta “morendo” in carcere, senza sapere né come e né perché. Avanti!

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