Home In evidenza Mercatali paralizzano il traffico. Ristoratori: “Ci dissociamo da ogni iniziativa violenta!

Mercatali paralizzano il traffico. Ristoratori: “Ci dissociamo da ogni iniziativa violenta!

by Romano Franco

Continua la protesta contro le chiusure. A Roma, in via dei Cerchi, un gruppo di alcune decine di persone si è posizionato difronte alla Polizia in assetto antisommossa gridando: “Vogliamo marciare verso Montecitorio”.

Oggi, i rappresentanti dei ristoratori dovrebbero essere ricevuti da un esponente del governo. Intanto sono più di venti le pattuglie della polizia locale impegnate nei servizi di viabilità e chiusure, con personale del I Gruppo Trevi e altre unità arrivate in ausilio: al momento resta chiusa la zona del Circo Massimo, da via dei Cerchi, a via del Circo Massimo, e via Petroselli.

Chiusure in atto anche su Corso Rinascimento, via del Corso e via del Tritone in direzione via del Corso. Presidio permanente Secca la condanna da parte degli organizzatori della manifestazione ‘Una volta, per tutti’ siglata dalle associazioni Roma più bella, Ihn (Italian hospitality network), Tni Italia (Tutela nazionale imprese) e Lupe Roma.

“Ci dissociamo da ogni iniziativa non programmata e violenta” è stato ribadito più volte dal megafono della piazza, dove intanto proseguono gli interventi di ristoratori e imprenditori di diverse regioni italiane. “Non cadiamo nelle provocazioni, noi stiamo qui e aspettiamo di poter incontrare qualcuno”.

Buone notizie insomma, nessuna marcia ma un presidio permanente in attesa “di notizie da Palazzo Chigi”. Questa è la decisione presa dagli organizzatori.

I primi a presentarsi al sit-in sono stati i ristoratori maremmani che hanno appeso a un filo mutande rosse, arancioni e gialle con accanto scritto: “L’Italia a colori ci ha lasciato in mutande ma ora basta”. “Siamo un gruppo di ristoratori – dicono- non siamo un’associazione di categoria, non abbiamo un partito politico, siamo solo ristoratori arrabbiati che si sono uniti per cercare una soluzione, per cercare di farsi ascoltare. Lo Stato non ci sta ascoltando, ha solamente dato dei piccolissimi e inutili ristori a noi proprietari e una misera cassa integrazione ai nostri dipendenti che ormai non ce la fanno più. Si parla di poche centinaia di euro con cui le famiglie non possono andare avanti. Siamo in piazza oggi estenuati da mesi di chiusure, non possiamo più aspettare neanche più una settimana”.

Alla manifestazione sono presenti anche i rappresentanti delle lavanderie industriali, di chef e cuochi che indossano il tradizionale cappello da cucina. C’è anche il movimento artisti italiani proveniente dalla Toscana. I loro slogan, ripetuti ritmicamente, sono “Lavoro, lavoro” e “Riapertura, riapertura”.

Anche sulla Milano-Napoli prosegue la protesta, gruppi di ambulanti e operatori mercatali bloccano il traffico tra Santa Maria Capua Vetere e il bivio con la A30 Caserta-Salerno in direzione di Napoli, e tra Caserta sud e Caserta Nord in direzione di Roma. Si chiede di poter tornare al lavoro e ricominciare ad aprire le proprie bancarelle. La manifestazione ha provocato code di chilometri in entrambe le direzioni. Con centinaia di furgoni e camioncini, i manifestanti aderenti all’Ana-Ugl sono tornati in strada per rendere pubblica la loro esasperazione dopo le chiusure imposte dalla pandemia.

Prima i mezzi hanno percorso l’autostrada a passo d’uomo, ma dopo hanno bloccato il traffico causando notevoli disagi alla circolazione. Già lo scorso 6 aprile, i mercatali avevano inscenato lo stesso tipo di protesta tra Caserta e Roma. Avanti così!

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