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Liberate Maria Edgarda “Eddi” Marcucci

by Nicola Comparato

Nella foto con me Maria Edgarda Marcucci, detta Eddi. Ho avuto il piacere di scattare questa fotografia con lei a Parma il giorno 13 novembre 2019. Riassumo brevemente la storia di Eddi:

Nel 2017 Maria Edgarda Marcucci, di sua spontanea volontà, decide di partire per la Siria per unirsi alle YPG, l’Unità di Protezione delle donne curde, impegnate in prima linea nello lotta contro il gruppo terroristico Isis.

Al suo rientro in Italia accade l’inaspettato. Eddi non viene accolta come un’eroina, ma viene giudicata come una persona socialmente pericolosa e sottoposta a sorveglianza speciale. Il provvedimento nei confronti di Eddi, emanato a marzo 2020, prevede il ritiro della carta d’identità ai fini dell’espatrio, della patente e del passaporto.

Ma non finisce qui, in caso di un eventuale spostamento Eddi deve portare sempre con sé la carta precettiva, una sorta di libretto rosso sul quale vengono annotati tutti i suoi movimenti. Inoltre la ragazza non può partecipare ad alcuna manifestazione pubblica, non può frequentare luoghi pubblici dopo le ore 18 e non può lasciare la propria abitazione tra le ore 21 e le ore 7. Una misura preventiva della durata di due anni.

Una decisione alquanto assurda e ingiusta se consideriamo che alla giovane fino ad ora non è stato contestato nessun reato penale. Ora non ci resta che aspettare la decisione del tribunale di Torino sulla richiesta di ricorso da parte di Maria Edgarda Marcucci presentata il 13 novembre.

Nel frattempo non restiamo in silenzio, non voltiamoci dall’altra parte e uniamoci al coro. Liberate Maria Edgarda “Eddi” Marcucci.

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