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La Lega prende le distanze dall’espulsione dei 30 diplomatici russi

by Rosario Sorace

La Lega inizia la politica di distanziamento sulle decisioni che il governo assume nei confronti della Russia.

Ed è di queste ore la posizione del partito di Salvini sul provvedimento di espulsione dei diplomatici russi da parte di Luigi Di Maio e la fa per bocca del responsabile esteri Lorenzo Fontana rendendo noto in un comunicato più di un malumore sulla linea del Governo Draghi: “La Farnesina avrà fatto le sue valutazioni e siamo certi che i provvedimenti saranno giustificati in modo chiaro e completo. Di certo, la storia insegna che la pace si raggiunge con il dialogo e la diplomazia e non espellendo i diplomatici. L’Italia deve lavorare per fare in modo che si risolva il conflitto il prima possibile, per tutelare e salvare più civili possibili e al tempo stesso difendere gli interessi del Paese”.

Fontana continua nella sua analisi rilevando criticamente di dissociarsi da ulteriori azioni contro la Russia che possano compromettere la posizione dell’Italia: “La Farnesina avrà fatto le sue valutazioni e siamo certi che i provvedimenti saranno giustificati in modo chiaro e completo. Di certo, la storia insegna che la pace si raggiunge con il dialogo e la diplomazia e non espellendo i diplomatici. L’Italia deve lavorare per fare in modo che si risolva il conflitto il prima possibile, per tutelare e salvare più civili possibili e al tempo stesso difendere gli interessi del Paese”.

L’Italia ha assunto queste decisioni in linea con le posizioni di altri Paesi Europei quali la Francia e la Germania che avevano espulso rispettivamente 35 e 40. Funzionari delle ambasciate accusati di fare spionaggio ai danni dei due Paesi.

La reazione russa non si è fatta attendere e probabilmente avrà l’effetto di provocare un reazione uguale e contraria.

“La Russia darà una risposta pertinente”, ha infatti immediatamente detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

Questo stato di cose anche se scarsamente efficace sul piano dei risultati segnala però come la temperatura tra la Russia e l’Occidente si sia ulteriormente surriscaldata dopo la scoperta degli eccidi e massacri di civili in Ucraina.

Il ministro degli Esteri Di Maio che ha reso esecutivi le espulsioni ha replicato assicurando che “non saranno delle minacce a fermare la nostra azione per la pace”.

Poi ancora Di Maio ha assicurato che l’Italia si muove sempre per assicurare la pace rispondendo alle dichiarazioni di Fontana: “Evito di rispondere alle provocazioni. L’azione del governo italiano mira al raggiungimento della pace, ci stiamo impegnando in questa direzione ogni giorno. Allo stesso tempo, abbiamo la necessità di tutelare i cittadini italiani”.

Tutti hanno potuto constatare che il segretario Salvini non ha espresso nemmeno una parola sui massacri dei civili a Bucha e adesso grazie alla trasmissione televisiva Report si è appreso che l’accordo di partenariato “paritario e confidenziale” a suo tempo sottoscritto ( 6 Marzo 2017) tra la Lega e il Partito di Putin (Russia Unita) si è rinnovato automaticamente alla scadenza dei cinque anni previsti dall’accordo.

Questo patto assai ambiguo prevede un partenariato tra la Federazione russa e la Repubblica italiana che si fonda sullo scambio di “informazioni su temi di attualità, sulle relazioni bilaterali e internazionali, sullo scambio di esperienze nella sfera della struttura del partito, del lavoro organizzato, delle politiche per i giovani, dello sviluppo economico, così come in altri campi di interesse reciproco”.

Secondo acuti e attenti osservatori internazionali tale accordo come peraltro altri sanciti con i partiti di destra europei giovava anche per influenzare l’opinione pubblica in Occidente.

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