Home In evidenza Il caro benzina mette a rischio l’economia ma il governo “zerbino” rimane immobile

Il caro benzina mette a rischio l’economia ma il governo “zerbino” rimane immobile

by Romano Franco

La situazione dei mercati è davvero preoccupante e l’inflazione ha già raggiunto livelli da record grazie all’aumento delle materie prime.

Ma ciò che davvero ha influito sull’inflazione è l’aumento dei costi dell’energia; in particolare il gasolio. La situazione alla pompa di benzina è davvero preoccupante e se si va avanti con questa linea, senza interventi del governo, i carburanti presto raggiungeranno i tre euro al litro.

Il taglio momentaneo delle accise ha abbassato lievemente il prezzo ma un ulteriore aumento, dovuto all’integrazione del sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia, potrebbe rappresentare la bastonata finale nei confronti di gran parte della filiera produttiva.

La speculazione messa in atto dalle grandi compagnie petrolifere, tipo Eni, ha continuato a portare utili miliardari a chi se ne approfitta e l’aumento dei prezzi del petrolio ha fatto registrare alla Russia un record di incassi da quando è scoppiata la guerra.

Ma allora, se le multinazionali fanno soldi e la “cattivissima” Russia tramite paesi terzi vende il suo petrolio ad un prezzo più alto, chi subisce veramente l’effetto delle sanzioni?

Italiani ed europei vengono tartassati dagli aumenti spropositati e non riescono più neanche a lavorare. I pescherecci rimangono ancorati e i camion rimangono fermi mettendo a repentaglio la distribuzione delle merci.

La gente consuma meno e ha più timore di spendere di quando c’era la pandemia. Con la guerra in Ucraina e i rialzi dei prezzi la classe media diventa povera e quella povera sta per finire sul lastrico.

In tutto questo scenario da apocalisse la Commissione europea e il governo italiano parlano di ottimismo, con un po’ di sano populismo, e pensano agli obiettivi da realizzare in un futuro ipotetico.

Ma le soluzioni servono oggi e non domani e il Paese continua a piangere lacrime amare e a fare carne da cannone con il sangue degli ultimi, i dimenticati, e di chi oggi non ha più alcuna voce in capitolo.

La rappresentanza italiana ha fallito e al governo pare non freghi nulla delle condizioni dei suoi cittadini, fare da zerbino a Washington e Bruxelles pare molto più importante.

Del resto, perché rappresentare gli interessi degli italiani quando decidono altri chi deve sedere a Palazzo Chigi?

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