E’ una macchia indelebile per l’occidente quella che vede coinvolto il povero Julian Assange. Il giornalista australiano fondatore di Wikileaks sono anni che viene trattato peggio di un terrorista internazionale da Stati Uniti e Alleati e, da poche ore, la corte di Londra ha appena autorizzato l’ordine di estradizione di Assange negli USA dove rischia qualcosa come 175 anni di detenzione per avere detto la verità e aver fatto semplicemente il suo lavoro di giornalista.
La verità fa male
Assange aveva condannato gli orrori commessi dagli Usa durante la loro opera di esportazione della democrazia che han finito per fare stragi di civili innocenti.
La vicenda di Assange puzza di complotto. Tutto partì in Svezia dove il giornalista venne arrestato per stupro, che poi è stato derubricato dalla stessa procura svedese in fretta e furia come molestia.
Quella denuncia consentì al Regno Unito di incarcerare l’11 aprile del 2019 Assange presso la Prigione Belmarsh e diede la possibilità al al governo britannico di servire il giornalista, su un piatto d’argento, allo Zio Sam.
La Corte Suprema di Londra ha emesso un ordine formale di estradizione negli Usa per Julian Assange. L’ordine è stato emesso dopo un’udienza durata sette minuti: “In parole povere, ho il dovere di inviare il caso al ministro per una decisione”, ha dichiarato il giudice Paul Goldspring.
