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Un post su X del segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, ha scatenato una forte reazione politica, mettendo al centro il tema della libertà di espressione e l’accesso parlamentare di forze esterne. La frase contestata è emersa durante una conversazione su Youssef Siher, indicato come presunta mente del Movimento del 17 ottobre, e arriva mentre il Pd ha facilitato la costituzione della componente di Rifondazione al Senato.
Il contenuto del post e il contesto politico
Nel messaggio pubblicato su X Acerbo ha scritto, rivolgendosi a un altro utente, «Quindi? È vietato inneggiare a Hamas?». La domanda ha immediatamente alimentato la polemica, anche perché poche settimane fa il Partito Democratico ha deciso di «prestare» il senatore Andrea Crisanti alla formazione di Rifondazione. Quel passaggio ha permesso la creazione della componente in Senato e riduce le firme necessarie per la presentazione della lista alle prossime elezioni.
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Reazioni a destra e nel centrosinistra
Le parole di Acerbo hanno sollevato critiche trasversali. Tra i dem, Filippo Sensi ha bollato la scelta con toni duri, rilanciando un altro post di Acerbo in cui si affermava che «inneggiare al 7 ottobre non è un reato. C’è chi inneggia a Israele e chi inneggia a Hamas. In una democrazia è assolutamente lecito».

Più netto il commento di Carlo Calenda, per il quale il gesto «non è vietato» ma resta «immorale, incoerente e irresponsabile». Calenda ha paragonato il sostegno a Hamas a quello a Putin e ha accusato la leader dem Elly Schlein e il Pd di avere contribuito all’ingresso in Parlamento di esponenti inaccettabili. «Non siete meglio di chi sostiene Casapound», ha scritto il leader di Azione.
Dal centrodestra il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, ha chiesto alla segretaria del Pd e al presidente M5S Giuseppe Conte di prendere le distanze e di «condannare» le parole di Acerbo. Anche il leader di Avs, Angelo Bonelli, è intervenuto con parole forti: pur riconoscendo di non essere un magistrato, ha detto che chi inneggia ad Hamas è «un grande idiota».
Il dem Andrea Orlando ha invece sottolineato la distinzione tra tutela delle opinioni e apologia: «Mi pare che Acerbo abbia detto che non si possono punire le opinioni. Io invece penso che non si possa inneggiare ad Hamas, così come non si può esaltare la Decima Mas».
La replica di Acerbo
Per provare a chiudere la polemica, il segretario di Rifondazione ha negato qualsiasi simpatia per Hamas. Ha inoltre accusato il primo ministro israeliano di aver finanziato forze capaci di dividere i palestinesi, e ha definito l’ondata di critiche come una strumentalizzazione rivolta a delegittimare chi esprime solidarietà al popolo palestinese e critica il governo Meloni.
Acerbo ha ribadito: «Io non inneggio ad Hamas», aggiungendo però che, in qualità di garantista, intende evidenziare come al momento Youssef risulti indagato per presunti reati di opinione.











