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Un mappamondo risalente alla Seconda guerra mondiale, collegato all’epoca di Dwight D. Eisenhower, è stato danneggiato all’interno del Pentagono dopo un tentativo di spostamento non supervisionato. Lo riportano il Washington Post e fonti militari, che confermano un foro nella sfera e il distacco dal supporto metallico.
Un oggetto con valore storico
Nel cuore del Pentagono sono conservati due grandi mappamondi datati agli anni Trenta e associati all’uso personale di Dwight D. “Ike” Eisenhower durante la guerra. Il loro valore è più che decorativo: rappresentano un collegamento fisico con la storia militare e con la pianificazione strategica di quegli anni.
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All’inizio dell’anno, in un periodo segnato da un parziale shutdown federale e dal congedo di parte del personale addetto alla documentazione storica, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha deciso di ricollocare uno di questi reperti nel proprio ufficio. Lo staff del segretario ha chiesto che venisse trasferito il mappamondo dal diametro di circa 76 centimetri.
Il trasferimento finito male
Il trasferimento è avvenuto senza l’intervento dei conservatori o del personale specializzato che di norma cura questi spostamenti. Secondo persone informate sull’episodio, la squadra incaricata ha perso il controllo del pezzo durante il sollevamento.

L’impatto ha provocato uno squarcio nella parte sferica, in corrispondenza dell’area raffigurante l’Antartide. Fonti parlano di un foro largo diversi centimetri. In una e-mail, l’esercito ha confermato che il globo è stato danneggiato durante un “tentativo di spostamento” avvenuto il 3 febbraio.
Il portavoce Christopher Surridge ha spiegato che, oltre al foro, “la parte sferica del globo si è staccata dal supporto metallico che ne consente la rotazione”. Alla fine, l’oggetto danneggiato non è stato trasferito nell’ufficio del segretario.
Pubblicazione e reazioni
Il Washington Post ha pubblicato fotografie che mostrano il danno. La notizia ha rapidamente suscitato commenti e battute all’interno del Pentagono, sollevando interrogativi sulle procedure seguite per la movimentazione di reperti storici.
Il caso evidenzia due nodi: la fragilità degli oggetti con valore storico e l’importanza di rispettare protocolli specialistici quando si spostano pezzi d’archivio. Per ora non sono state rese note ulteriori misure correttive o un piano di restauro pubblico.











