Programmi ambiziosi: Mélenchon chiede il processo al banchiere di Francia, Le Pen parla di default

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Studenti in piazza e barricate scuotono la Francia mentre i timori sul debito pubblico spaventano i mercati: il confronto politico si è spaccato radicalmente, con la destra che rivendica tagli drastici e la sinistra che attacca la banca centrale. In prima linea ci sono Marine Le Pen, in testa nei sondaggi, e Jean‑Luc Mélenchon, che ha accusato pubblicamente il governatore della Banque de France di tradimento.

Il monito della Banque de France

Emmanuel Moulin, governatore della Banque de France e vicino al macronismo, ha lanciato un allarme sulle pagine del Financial Times: senza un bilancio che riduca la spesa e il disavanzo il Paese rischia di essere soffocato dall’aumento dei tassi di interesse. Moulin ha messo in guardia che un piano concreto di risanamento sarebbe fondamentale per rassicurare i mercati; in caso contrario, ha avvertito, il costo del debito potrebbe strangolare la capacità di finanziamento dello Stato.

Esterno istituzionale della banca centrale con cielo grigio
L’allarme pubblico della Banque de France ha innescato il dibattito politico.

Lo scontro politico e le accuse di Mélenchon

La risposta della sinistra radicale è stata durissima. Jean‑Luc Mélenchon ha definito un atto di «tradimento» il posizionamento pubblico del governatore, sostenendo che il suo comportamento favorirebbe gli speculatori contro la Francia. Ha anche minacciato di perseguirlo in sede giudiziaria dopo il 2027, riproponendo la sua richiesta di congelare o annullare i titoli di Stato francesi in mano alla Banca di Francia — un portafoglio che, secondo il leader di La France Insoumise, vale circa 488 miliardi di euro. In forma ironica Mélenchon ha aggiunto la formula «Buttiamole nel fuoco» riferita alle obbligazioni.

Le proposte della destra radicale

A destra, il Rassemblement National cerca credibilità sui mercati presentando un programma di austerità. Marine Le Pen, affiancata da Jordan Bardella, ha promesso di riportare il deficit al 3,7% del PIL il prossimo anno e di riportarlo sotto il limite europeo del 3% entro il 2030, con l’obiettivo di scendere al 2,2% nel 2032.

Nel dettaglio, Le Pen ha annunciato piani per tagli per circa 140 miliardi di euro in cinque anni, citando risparmi di 15–20 miliardi sul sistema pensionistico e 9 miliardi derivanti da una riduzione dei contributi francesi all’UE. Altri risparmi dovrebbero arrivare dalla riduzione di enti e burocrazia e dalla razionalizzazione della spesa. Bardella ha presentato un bilancio «ombra» con misure da 71,6 miliardi, tra cui 28 miliardi di razionalizzazioni e 15 miliardi da tagli alla spesa destinata agli immigrati.

Reazioni dei mercati e indicatori di rischio

I segnali di sfiducia finanziaria si sono manifestati con forza. La scorsa settimana si è intensificata una fase di vendite sui titoli di Stato francesi che ha spinto il rendimento a 10 anni vicino al 5%, il livello più alto dal 2002.

Schermo con rendimenti obbligazionari e trader al lavoro
I rendimenti a 10 anni e i CDS hanno mostrato forti segnali di stress.

La pressione si è allargata anche al settore bancario: i costi delle assicurazioni contro il rischio di insolvenza (credit default swap) delle principali banche francesi sono saliti oltre quelli dei concorrenti europei. Per esempio, il premio per proteggere cinque anni di debito senior da 10 milioni di euro di Société Générale ha raggiunto i 103.000 euro, circa 16.500 euro in più rispetto a uno strumento simile di Deutsche Bank. Gli spread dei CDS di BNP Paribas e Crédit Agricole risultano più elevati rispetto a banche di Regno Unito, Germania, Svizzera e Spagna.

La risposta del governo

Il governo guidato dal primo ministro Sébastien Lecornu ha tentato di opporsi alla mareggiata con una manovra da 43 miliardi di euro in nuove misure — 54 miliardi in totale includendo provvedimenti precedenti — che punta ad abbassare il deficit dal 5,4% al 5% del PIL. L’approvazione in Parlamento rimane però incerta, in un clima politico sempre più polarizzato.

Simboli di potenza e linea politica

Mentre a Parigi infuria il dibattito sui conti pubblici e le strade si riempiono di proteste, il presidente Emmanuel Macron ha scelto di mettere in evidenza la capacità militare del Paese: ha assistito al lancio del nuovo missile balistico M51.3 dal sottomarino Le Vigilant, un gesto che richiama la tradizione della grandeur francese. Parole già usate in passato — «Quoi qu’il en coûte» — sono tornate a ricordare le spese sostenute durante la pandemia.

La combinazione di tensione sociale, rendimenti in salita e proposte politiche contrastanti lascia la Francia in una situazione incerta. Le scelte che verranno fatte nei prossimi mesi avranno conseguenze decisive sulla fiducia dei mercati e sulla stabilità economica del Paese.

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