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La tensione commerciale tra Unione europea e Cina è tornata al centro del dibattito mentre Bruxelles prepara una missione in Cina. Parigi e Berlino chiedono poteri straordinari per limitare l’accesso al mercato unico a chi falsifica la concorrenza, e Pechino risponde con avvertimenti e misure preparatorie.
La richiesta di Parigi e Berlino
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron hanno inviato lunedì una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in cui sollecitano nuovi strumenti contro Paesi che «distorcono la concorrenza». Al centro della missiva c’è la proposta di un strumento di ultima istanza che consenta «misure incisive, fino, se necessario, all’esclusione immediata dal mercato interno».
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La proposta mira a fornire all’Ue leve più forti per rispondere a pratiche considerate sleali da partner commerciali. Bruxelles, almeno formalmente, ha accolto il contributo come utile per il lavoro comunitario sul commercio.
La posizione della Commissione
Olof Gill, portavoce della Commissione per il Commercio, ha definito la lettera «un contributo prezioso», sottolineando che è «in linea» con l’orientamento di Bruxelles verso partner come la Cina. Il commento lascia intendere apertura al confronto istituzionale, pur senza anticipare misure concrete.
L’avvertimento di Pechino
La Repubblica Popolare ha risposto in modo netto: secondo fonti citate, nelle ultime settimane il governo cinese ha già adottato disposizioni per «prepararsi al peggio». Pechino ha inoltre lanciato un monito diretto all’Europa: «Non incitate Bruxelles, certe misure possono ritorcersi contro».

Il messaggio ricorda i rischi di una spirale di ritorsioni commerciali e segnala che la Cina considera la questione sensibile per la stabilità delle relazioni economiche bilaterali.
Perché la questione è rilevante per i cittadini europei
La discussione non riguarda solo politiche industriali astratte: l’introduzione di poteri più forti per escludere aziende straniere dal mercato unico potrebbe avere effetti concreti su catene di approvvigionamento, investimenti e prezzi al consumo.
Allo stesso tempo, la prospettiva di contromisure da parte della Cina aumenta l’incertezza per imprese e consumatori. Il confronto politico tra Bruxelles, Parigi e Berlino e la reazione di Pechino determineranno i prossimi passi e il livello di rischio per il commercio europeo.











