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Il Comune di Roma aveva fissato obiettivi ambiziosi per il mercato abitativo: 70mila nuovi alloggi in dieci anni. A tre anni dall’approvazione del Piano strategico per l’abitare e a cinque dall’inizio dell’attuale mandato, però, le promesse non sembrano tradursi in case popolari e soluzioni a prezzi contenuti.
Cosa prevedeva il piano del 2023
Nel 2023 l’amministrazione comunale ha quantificato il fabbisogno residenziale in 70mila alloggi nell’arco di dieci anni. La ripartizione annunciata prevedeva 20mila case popolari, 30mila alloggi “sociali” a prezzi inferiori al mercato e 20mila unità sul mercato libero destinate a redditi intermedi.
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Risultati concreti: gap tra obiettivo e realizzazione
A distanza di alcuni anni dall’avvio del piano, i risultati realizzati per le soluzioni a canone agevolato e per le case popolari risultano minimi.

Secondo le ricostruzioni rese note finora, le nuove unità di edilizia pubblica e gli alloggi a prezzo calmierato sono praticamente inesistenti rispetto alle cifre previste. Questo divario mette in luce la difficoltà di trasformare gli obiettivi programmatici in cantieri e assegnazioni.
Il mercato privato prende spazio
Nel frattempo la città sta vedendo un’espansione di proposte residenziali private. Progetti di studentati privati e appartamenti di lusso sono aumentati, accompagnati da fenomeni speculativi che attirano investimenti.

Il risultato è una crescita dell’offerta non sempre orientata alle esigenze delle fasce più fragili. Questo crea una dinamica in cui la disponibilità di alloggi accessibili resta limitata, mentre immobili di pregio e formule speculative proliferano.
Perché la questione è decisiva per i cittadini
La carenza di case popolari e di alloggi a prezzo calmierato ha ricadute dirette sulla vita quotidiana di molti romani. Difficoltà nell’accesso all’abitazione, aumento della pressione sui canoni e mobilità forzata verso le periferie sono tra le conseguenze più evidenti.
Cosa resta da monitorare
Il confronto tra gli obiettivi del 2023 e l’effettiva realizzazione rimane un elemento chiave per valutare le politiche abitative cittadine. Nei prossimi mesi sarà importante verificare l’avvio di cantieri pubblici, le procedure di assegnazione e le scelte urbanistiche che influiranno sulla disponibilità di alloggi per le fasce più deboli.











