Via libera alla legge elettorale col voto di fiducia, i quasi ex sperano nelle porte girevoli

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Oggi la maggioranza si appresta a concedere un terzo via libera al testo della nuova legge elettorale; domani è in programma il voto finale, a scrutinio segreto. La posta in gioco è alta: il governo preme per chiudere rapidamente e impone rigore in aula per evitare sorprese che potrebbero cambiare il calendario politico.

Fiducia ripetuta e controlli serrati in Aula

Dopo i due voti favorevoli raccolti ieri a Montecitorio, la maggioranza tornerà a esprimere la fiducia anche questa mattina sullo stesso provvedimento. L’esercizio serve soprattutto a blindare il risultato: la premier ha chiarito più volte che l’alternativa al via libera è il voto anticipato, uno scenario che al momento nessuno sembra volere.

Mani anonime alzate durante una votazione in Aula per illustrare la fiducia ripetuta
La maggioranza ripete la fiducia per blindare il voto in Aula.

Nel dispositivo di controllo del centrodestra, Fratelli d’Italia ha delegato a figura i controllori incaricati di sorvegliare il comportamento dei deputati durante la votazione. Tra i nomi citati figurano Sara Kelany, Augusta Montaruli e Gianluca Vinci, scelti per la loro lealtà riconosciuta. L’attenzione riguarda anche la modalità di voto: ogni deviazione è letta come possibile segnale di tradimento.

I ministri sono stati convocati per presenziare all’Aula; assente Giancarlo Giorgetti impegnato all’Ecofin. Matteo Salvini, secondo quanto riferito, sta contattando i deputati leghisti uno a uno per assicurarsi della loro presenza e del voto conforme. Forza Italia ha invece assicurato sostegno, con toni rassicuranti: «Non ci saranno incidenti gravi. Anzi, neanche lievi tamponamenti».

Prevenire i «franchi tiratori» e i retroscena

La presidenza della Camera, informalmente, avrebbe chiesto ai partiti di non inviare funzionari e collaboratori a mescolarsi con i giornalisti in tribuna. Le vedette viste a luglio, quando il governo era andato sotto a Montecitorio, stavolta dovrebbero restare fuori dal perimetro dell’Aula.

Nonostante questo, alcuni margini per comportamenti imprevisti permangono; ed è proprio la consapevolezza di quel rischio che giustifica il clima di disciplina imposto dai vertici di partito. I dirigenti stanno premendo per minimizzare ogni margine di manovra.

Le opposizioni: accuse di incostituzionalità

L’opposizione, dall’area PD al M5S fino a gruppi come Futuro nazionale, ha denunciato il provvedimento e la procedura, parlando di possibili profili di incostituzionalità e di un accantonamento della dialettica parlamentare. Sul fronte giudiziario, voci critiche hanno già annunciato la possibilità di impugnazioni e ricorsi.

Nel dibattito pubblico circola anche l’interpretazione che la rapidità con cui il governo sta procedendo punti a ridurre le probabilità di un rinvio alla Consulta.

Tensioni interne e scambi fra alleati

All’interno della maggioranza convivono timori e promesse. Molti deputati temono che la nuova legge favorisca la leadership del partito di governo a scapito degli alleati: con il nuovo impianto, secondo i critici, il sistema di preferenze premia i riferimenti territoriali e i consiglieri regionali. L’assenza di alternanza di genere nell’ordine dei capilista è invocata come motivo di sfavorimento per le donne.

Due figure anonime che si stringono la mano davanti a documenti elettorali, simbolo degli scambi fra alleati
Trattative e promesse per garantire posti nelle liste e ricollocazioni reciproche.

Per stemperare malumori, sono state mosse concessioni: Forza Italia, pur non soddisfatta del testo, conta sulle garanzie del vicepresidente Tajani per posti nelle liste; la Lega avrebbe ottenuto assicurazioni sulla composizione delle candidature nel Nord. In parallelo, a molti neoeletti del primo mandato — circa il 40% dell’assemblea — viene offerta la certezza di restare in carica fino ad aprile, il tempo necessario per maturare i requisiti pensionistici.

Ad alcuni deputati è stato riferito, si dice, che senza incidenti domani si apriranno meccanismi di scambio nelle liste, una sorta di «porte girevoli» fra ruoli parlamentari e regioni che permetterebbe ricollocazioni reciproche tra eletti e amministratori locali.

Il calendario politico e gli spostamenti della premier

La premier è attesa oggi a Spalato per il vertice Ue dei paesi mediterranei, il Med9. Rientrata a Roma, ha inoltre preso un impegno pubblico per giovedì: alle 16 è prevista l’inaugurazione di Palazzo Saladini Pilastri ad Ascoli Piceno.

La rapidità con cui il governo intende completare l’iter legislativo sembra orientata anche a definire al più presto il quadro per la campagna elettorale che, secondo le previsioni interne, potrebbe svolgersi a maggio.

In poche decine di minuti di scrutinio si deciderà non solo la sorte del testo, ma anche una parte rilevante degli equilibri interni alla maggioranza e il calendario della prossima stagione politica.

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