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Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon chiede interventi mirati per alleggerire le bollette e difendere il potere d’acquisto delle famiglie. In un’intervista al Corriere della Sera propone un confronto diretto con i fornitori e annuncia che la prossima manovra sarà improntata alla prudenza, ma con misure pensate soprattutto per i giovani.
Tetto ai prezzi di luce e gas
Durigon sostiene la necessità di “mettere un tetto ai prezzi” di energia elettrica e gas, coinvolgendo le principali società del settore in accordi precisi. Ha citato il confronto sui carburanti come modello che può essere replicato anche per le utenze domestiche.
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La linea sulla manovra
Secondo il vicesegretario della Lega, non c’è contraddizione tra la richiesta di prudenza del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e l’appello al maggiore coraggio politico di Matteo Salvini. “Dipende da come si guardano le cose”, ha detto, sottolineando che la posizione del governo resta cauta ma attenta a intervenire dove serve.
Durigon ha ricordato inoltre che l’esecutivo, tramite la lettera della premier Giorgia Meloni alla Commissione Ue, ha chiesto maggiore flessibilità a fronte dell’«imprevista impennata dell’inflazione». Per questo motivo, ha spiegato, la manovra dovrà bilanciare prudenza e buonsenso.
Recuperare il potere d’acquisto
Il sottosegretario indica come priorità il recupero del potere d'acquisto delle famiglie. Tra le misure citate ci sono il taglio strutturale del cuneo fiscale e la detassazione dei rinnovi contrattuali, interventi già avviati che si intende proseguire.

Particolare attenzione sarà riservata alle nuove generazioni: Durigon ha proposto una start tax al 5% sugli incrementi di reddito da lavoro e misure di staffetta generazionale per favorire le assunzioni dei giovani.
Irpef e rischio fiscal drag
Sul fronte dell’Irpef, il tema del fiscal drag — che può annullare gli effetti di una riduzione fiscale a causa dell’inflazione — è al centro delle valutazioni del governo. “Stiamo studiando questo effetto”, ha affermato Durigon.
Ha aggiunto che l’adeguamento degli scaglioni restituirà parte delle maggiori entrate generate dall’aumento dei prezzi. Qualsiasi ulteriore intervento dipenderà però dai margini di bilancio che Bruxelles consentirà all’Italia.
La posizione esposta da Durigon disegna una manovra cauta ma con interventi selettivi: priorità a misure che agiscano sul reddito disponibile e sostengano l’occupazione giovanile, entro i limiti imposti dai vincoli europei.











