Confcommercio, Bella: i consumi reggono ma i rincari tech possono portare l’inflazione al 5%

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L’inflazione italiana resta alta, al 4,2%, trainata soprattutto dai prezzi dell’energia, ma i consumi delle famiglie non mostrano ancora cedimenti. Mariano Bella, direttore dell’Ufficio studi di Confcommercio, invita alla prudenza: il rallentamento era atteso e la manovra deve evitare spese eccessive.

Un quadro con segnali contrastanti

Secondo Bella, il contesto macroeconomico non è al momento drammatico. I rincari energetici spiegano gran parte della crescita del prezzo al consumo; in questo senso un contributo di circa 2 punti riconducibile a fattori importati non sorprende, spiega l’economista.

Bollette energetiche e contatore che indicano costi in aumento
I rincari energetici spiegano gran parte della crescita dell’inflazione.

Nonostante il livello dell’inflazione, le famiglie mantengono consumi relativamente sostenuti. Questo equilibrio però potrebbe risultare fragile se cambiano altri fattori di prezzo.

I rischi per l’inflazione nei prossimi mesi

Bella avverte del possibile salto del costo della vita fino a quasi il 5% nei mesi a venire. Il motivo principale è legato all’andamento dei beni tecnologici, che finora hanno esercitato un effetto deflattivo sui prezzi.

Scaffali di prodotti tecnologici e cartellini prezzi
Un’inversione nella discesa dei prezzi tech può accelerare l’inflazione.

Se la tendenza all’aumento dei prezzi dei prodotti tecnologici si consolidasse, l’effetto compensativo scomparirebbe e la dinamica inflazionistica potrebbe accelerare. Per ora la situazione resta in evoluzione e soggetta a monitoraggio.

La manovra e la linea della prudenza

Il direttore dell’Ufficio studi condivide la cautela espressa dal ministro Giancarlo Giorgetti, richiedendo contenimento della spesa pubblica nella prossima legge di bilancio. “Niente spese folli”, è il concetto riportato: secondo Bella è preferibile evitare misure troppo espansive in un contesto di incertezza sui prezzi.

Possibile detassazione delle tredicesime

Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche quella di una riduzione fiscale sulla tredicesima mensilità. Bella non esclude che la misura possa essere introdotta già a partire da dicembre 2026, ma la formulazione definitiva dipenderà dalle scelte politiche e dalle risorse disponibili nella manovra.

In sintesi: l’inflazione rimane guidata dall’energia, i consumi resistono per ora, ma la finestra di rischio resta aperta. Le decisioni fiscali nei prossimi mesi saranno cruciali per il potere d’acquisto delle famiglie.

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