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Due distinti attacchi a navi hanno segnato una giornata di alta tensione nei punti di passaggio strategici del petrolio e del commercio marittimo: lo Stretto di Hormuz e l’imbocco del Mar Rosso, il Bab el‑Mandeb. Gli episodi hanno reso più acute le preoccupazioni per la sicurezza delle rotte tra Asia e Mediterraneo e hanno causato vittime su uno dei mercantili coinvolti.
Scontro nello Stretto di Hormuz
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Secondo il Wall Street Journal, un elicottero statunitense ha aperto il fuoco su una nave battente bandiera panamense che aveva lasciato porti della Repubblica islamica. Fonti citate dal quotidiano affermano che l’equipaggio non avrebbe rispettato un avvertimento del velivolo prima che si passasse all’azione.

Al momento non risultano vittime collegate all’episodio. L’area è già sotto sorveglianza congiunta e contestata da forze iraniane e americane, rendendo ogni confronto particolarmente delicato per il traffico internazionale.
Attacco al Tihamah all’ingresso del Mar Rosso
All’altra estremità del corridoio marittimo, all’imbocco del Mar Rosso, la United Kingdom Maritime Trade Operations (UKMTO) ha segnalato che un mercantile battente bandiera liberiana è stato colpito da un proiettile di origine inizialmente non confermata.

Il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale ha attribuito la responsabilità ai ribelli Houthi. Il mercantile preso di mira è il Tihamah.
Il Ministero dei Trasporti yemenita ha poi dichiarato che la nave sarebbe stata colpita da “tre missili balistici” e che l’attacco, rivolto a un carico di generi alimentari, avrebbe provocato un incendio a bordo. Sempre secondo il Ministero, quattro membri dell’equipaggio sono morti — tre pachistani e un indonesiano — mentre altri quattro marittimi e un militare del team di soccorso sono rimasti feriti.
Perché la situazione conta
Gli stretti coinvolti sono snodi chiave per i collegamenti commerciali tra l’Asia e il bacino del Mediterraneo. Ogni escalation in queste acque aumenta il rischio per le navi mercantili e può riflettersi sul costo e sulla sicurezza delle forniture internazionali.
Al momento non ci sono indicazioni di un de‑escalation, e le autorità marittime continuano a monitorare la situazione per eventuali nuovi sviluppi.











