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Una legge sempre attuale

by Nico Dente Gattola

Le recenti elezioni comunali, hanno posto nuovamente in risalto, il meccanismo alla loro base, ovvero l’elezione diretta del sindaco, che riscuote sempre grandi consensi.

E dire che  il nostro Paese ha una tradizione alquanto travagliata in tema di leggi elettorali, basti pensare che in poco meno di un trentennio, ne sono state promulgate ben 4, di cui una il c.d.” Italicum”, dichiarato incostituzionale.

Come si vede, il legislatore è stato alquanto volubile sull’argomento, passando dalle preferenze ai collegi uninominali per arrivare poi alle liste bloccate, in cui il cittadino non può più scegliere il candidato che preferisce, ma deve votare semplicemente la lista.

Per non parlare dei sistemi elettorali, per l’elezione dei Presidenti di Regione, in cui fatto salvo il criterio dell’elezione diretta del presidente ogni singola realtà ha adottato una propria legge elettorale.

Si presenta un quadro disarmante che è il riflesso della crisi democratica nel nostro Paese, se non fosse per la menzionata legge n. 81 del 1993  con cui si è prevista l’elezione dei sindaci, la quale, fatta salva qualche lieve modifica, è ormai in vigore da quasi un trentennio.

I risultati di questa tornata sono assolutamente positivi per la stabilità e continuità dell’amministrazione dei singoli comuni, come mai accaduto in precedenza.

Le ragioni della riuscita sono molteplici, in primo luogo viene assicurata l’elezione di un sindaco realmente scelto dagli elettori e non frutto di giochi di potere.

Poi, si potrebbe obiettare come l’elezione diretta dei sindaci, favorisca un processo di riduzione degli spazi democratici, ma non è affatto così, poiché viene ancora assicurata la possibilità di poter scegliere il candidato al Consiglio comunale che si preferisce.

Senza contare, che non di rado, questo sistema elettorale ha di fatto assicurato anche il rilancio di carriere politiche che sembravano terminate e, perché no, ha favorito l’affacciarsi sulla scena politica nazionale di nuove personalità, che dall’elezione diretta come sindaco, hanno tratto lo slancio definitivo per la propria carriera politica.

Come dimenticare in tal senso le affermazioni negli anni 90 di personaggi come Antonio Bassolino a Napoli o Francesco Rutelli a Roma.

E non dimentichiamoci di Matteo Renzi, che molto più recentemente da Palazzo Vecchio a Firenze ha spiccato il volo verso il ruolo di Presidente del Consiglio.

Ma perché si verifica questa circostanza? certo l’elezione diretta favorisce un maggiore consenso attorno alla persona del sindaco, ma molto dipende anche dalla norma.

Infatti, al contrario di quanto accade ad altri livelli istituzionali, è subito chiaro chi ha vinto le elezioni e chi invece no. A differenza delle Politiche nazionali.

Quindi si assicura un quadro politico chiaro e ben definito: l’opposizione, di regola, resta tale e chi governa ha la possibilità di poterlo fare, con ruoli ben delineati.

Certo, tutto può cambiare, ma almeno in partenza l’intenzione di assicurare una governabilità trova concreta attuazione, anche se poi talvolta i Sindaci eletti non hanno un percorso facile davanti a loro.

Questo, va detto e non è attribuibile alla legge ma piuttosto al quadro politico del tutto confusionario, in cui viviamo, legge  che anzi assicura una stabilità che altrimenti non vi sarebbe nemmeno per i comuni.

In altre parole non è possibile imputare all’elezione diretta dei sindaci, i risultati negativi di alcuni Sindaci e le condizioni di alcune città peggiorate nel corso del tempo.

Purtroppo, rispetto ai primi anni novanta, periodo in cui fu varata la legge, la classe politica ha subito un notevole deterioramento e questo è chiaro e questo insuccesso si riflette sull’amministrazione delle città.

I quasi 30 anni trascorsi dalla sua approvazione, non pesano sulla legge, ancora oggi valida ed attuale anche in un momento di confusione politica come questo.

E’ un vero peccato non essere riusciti ad assicurare un modello simile anche a livello nazionale. Per le elezioni di Camera e Senato: l’Italicum aveva limiti già in partenza, ma questa è un’altra storia.

 

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