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Scontri tra No Tav e forze dell’ordine, mentre a Torino si manifesta per il Sì Tav

by Rosario Sorace

Ritorna la protesta degli attivisti NoTav a cui le forze dell’ordine hanno risposto con lanci di lacrimogeni. Gli attacchi di attivisti No Tav, sparsi nei boschi della Valle di Susa, attorno al cantiere di Chiomonte della Torino-Lione sono stati portati avanti da circa 250 incappucciati che si sono divisi in vari gruppi nei sentieri e nei boschi della Clarea.

Hanno bersagliato le forze dell’ordine da tre diversi punti: due dall’alto e uno dal basso, con lanci di petardi, bombe carta e sassi. In risposta, la polizia ha lanciato gas lacrimogeni e il tentativo dell’area oltranzista dei No Tav è quello di superare, aggirando gli schieramenti di polizia e carabinieri per poi raggiungere così le recinzioni del cantiere di Chiomonte.

Si sono registrati due feriti tra le forze dell’ordine durante i disordini che sono scoppiati per questo tentativo di raggiungere il cantiere della Torino-Lione di Chiomonte. I due feriti sono un agente di polizia e un militare della guardia di finanza. I disordini stanno continuando tra i boschi attorno al cantiere. Mentre, a Torino, si manifesta per il Si Tav: “Torino sarà bellissima se ci sarà lavoro e speranza per tutti. Altrimenti sarà bellissima solo per quella parte di città che sta bene”, afferma Mino Giachino, esponente di spicco dei Si Tav.

“Siamo qui a fronte dei ripetuti attacchi al cantiere del futuro. La Tav è l’opera del futuro, che rilancerà il lavoro in bassa Val di Susa, a Torino e nel paese”, sostiene Giachino. Per i Si Tav la Torino-Lione “ci rimetterà in rete con il mercato mondiale, con l’economia globale. Farà ritornare Torino al centro degli investimenti esteri che negli ultimi anni non ci sono più stati”.

“Dire no alla Tav – continua Giachino – vuol dire di no al lavoro e alla speranza di futuro. Invito i giovani che vanno a protestare davanti al cantiere a mettere le loro energie insieme alle nostre per costruire il futuro, perché noi rappresentiamo la società civile che vuole modificare le cose non la società civile dei salotti”.

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