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Salvo Andò:”La strumentale guerra del Mes”

by Rosario Sorace

Alle viste della politica italiana riappare una questione che era stata momentaneamente accantonata e che adesso ritorna prepotentemente al centro del dibattito politico e rischia di fare deflagrare la maggioranza di Governo. Le differenze riaffiorano sulla riforma del Mes e sull’utilizzo dei 37 miliardi disponibili per la sanità previsti da questo strumento del “salva stati” e, quindi, adesso sono piuttosto evidenti i contrasti che stanno attraversando sia la maggioranza che l’opposizione. L’ex ministro Salvo Andò esprime la sua opinione sulla vicenda.

La polemica sul MES pare destinata a registrare il ritorno di pulsioni antieuropeiste nel centro destra che sembravano destinate a non avere più spazio dopo le manifestazioni di solidarietà dell’Unione Europea verso l’Italia. Si era parlato addirittura nelle scorse settimane di un Salvini che, una volta affrancatosi dalla influenza esercitata dalla Le Pen, potesse entrare nel PPE, auspici dei leghisti moderati e di Silvio Berlusconi. E la stessa Meloni, una volta divenuta capo dei conservatori europei, dopo tante prediche contro l’Europa sembrava decisa ad accettare l’UE, salvo manifestare la volontà di cambiarla non si comprende bene come e con chi.

Mentre adesso la polemica sul MES per i toni che ha assunto negli ultimi giorni ha riproposto un repertorio di insulti e sospetti verso l’“Europa dei banchieri” che sarebbe sempre in agguato per distruggere l’Italia e gli altri paesi indebitati. I sovranisti evocano il pericolo di essere asserviti ai voleri della Troika. La verità è un’altra. La vicenda del Recovery Fund, per il modo come si è conclusa, con un innegabile successo del governo italiano, ha spiazzato il centro-destra che era arciconvinto che l’UE ci avrebbe sbattuto le porte in faccia e che, quindi, bisognasse avviare da subito una campagna per l’Italexit.

L’Europa ha fatto finalmente quel che ci si attendeva e nonostante tutto ciò si riapre la guerra del Mes forse per surriscaldare il clima politico?

Ritengo che il dibattito politico sia oggi comprensibilmente dominato dal tema della allocazione delle risorse che dovrebbero arrivare dll’UE. E sono tante. L’Italia non può sbagliare. Da quelle risorse dipende il futuro del paese. Come dice la presidente della Commissione “dobbiamo ricostruire per le nuove generazioni” .

Su questo punto ci sarà rissa. C’è chi vuole spendere quei soldi per comprare consenso. Ciò va impedito. L’ha capito bene Berlusconi a cui non è sembrato vero finalmente di smarcarsi dalla Lega, contrastare l’espansionismo leghista, per dimostrarsi collaborativo verso il governo nel nome dell’interesse nazionale.

La verità è che il ritorno del Mes nel dibattito pubblico può diventare l’occasione per rilanciare l’opposizione che negli ultimi tempi ha perduto tutte le battaglie – come d’altronde certificano i sondaggi ampiamente sfavorevoli a Salvini – e creare forti tensioni nella maggioranza perché si è risvegliata nel M5S la componente minoritaria antieuropeista che finalmente su questo argomento può mettere con le spalle al muro Di Maio accusandolo di trasformismo e di sfacciato governismo. Si è creata insomma una situazione insperabile per il centro destra fino a qualche settimana fa. Le tensioni nella maggioranza, le diserzioni annunciate da una pattuglia di parlamentari pentastellati potrebbero portare ad esiti imprevedibili il 9 dicembre, quando il Parlamento si occuperà del MES. Ci potrebbe anche essere una crisi di governo che inevitabilmente condurrebbe a elezioni anticipate che nei disegni del centro-destra dovrebbero comportare la formazione di un governo Salvini.

Sembra esserci un atteggiamento irresponsabile da parte di tanti con il paese in ginocchio. C’è chi protesta e non ha mai letto il Trattato del Mes. Qual è il tuo giudizio su questa guerra del Mes?

La polemica sul MES è assolutamente strumentale, tutta legata a questioni di politica interna. Già da anni quel trattato è operante. E’ stato negoziato ai tempi dell’ultimo governo Berlusconi nel 2012. Ciò di cui il Parlamento si dovrà occupare il  giorno 9 è solo la riforma del trattato che ne modifica alcuni aspetti discutibili in senso vantaggioso ai paesi che volessero ricorrere ad esso, cosa che l’Italia non intende fare. Né può il governo decidere in modo clandestino perché sarebbe il Parlamento investito della questione di usare questo strumento finanziario, come ha dichiarato il presidente del consiglio.

Quali sono quindi i rischi? Non è in discussione la attivazione del MES ma alcune sue modifiche migliorative che sono state già decise a livello europeo.

Chi vuole creare gazzarra sul Mes intende interferire nella vicenda che riguarda l’erogazione delle risorse previste dal Recovery Fund accodandosi a quei paesi nemici come l’Ungheria, i quali ritengono l’Italia non meritevole dei benefici che ad essa sono stati destinati. In buona sostanza, attraverso la guerra sul Mes, sembra che vogliano ritornare in gioco coloro i quali intendevano destabilizzare l’Unione Europea e di chi oggettivamente aveva interesse che l’Italia fosse emarginata all’interno dell’Ue per dimostrare che gli italiani non stavano per essere turlupinati dall’Ue.

Isolare l’Italia in Europa, collocarla sulla scia di Ungheria e Polonia, significa avviare un tentativo di frenare la costruzione della nuova Europa su basi solidaristiche e ad affermare un principio fondamentale secondo cui le misure eccezionali che oggi sono stata messe in campo serviranno verosimilmente anche per il futuro. Oggi serviranno per reagire alla pandemia, ma, domani potrebbero essere operativi a regime così da potere costituire un naturale presidio contro i cicli recessivi che potranno investire l’Unione Europea. Ciò fa impazzire i sovranisti. Come potranno dire che l’Europa è cinica e bara.

Come andrà a finire questa ingarbugliata matassa?

Lo ripeto. La mina del Mes, anche se trattasi di uno strumento finanziario non operativo, serve in un certo senso per consentire la rivincita al centrodestra dopo lo smacco subito con l’approvazione di uno straordinario piano finanziario che vuole mettere a disposizione delle nuove generazioni uno strumento dai soliti aiutini. L’idea di un debito comune europeo potrebbe sconfiggere i sovranisti definitivamente e darci una nuova Europa. Naturalmente chi è privo di un’adeguata visione politica di ciò che significa vivere in un mondo globale ed essere garantito da un’Europa attore globale cerca di difendere sé stesso attraverso un nazionalismo politico esasperato.

Insomma chi è rimasto scornato per il successo ottenuto nella trattativa sugli aiuti dal governo italiano adesso chiede la rivincita, creando una grana per mettere n cattiva luce l’Italia all’interno dell’Ue ed oggettivamente dare manforte a chi ritiene ingiusto aiutare l’Italia.

Screditare il governo in un momento cosi delicato significa mettere a rischio gli aiuti europei. La crisi poi sarebbe una follia. Non era certo pensabile che le cose andassero come sono andate e c’è chi vuole fare saltare tutto per danneggiare il governo che è stato abile nel trattare con l’Ue. È chiaro che l’estrema destra con la guerra del Mes tenta di destabilizzare i rapporti tra l’Italia è l’ Europa per mettere in difficoltà il governo, per potere dire al paese che tutte le promesse fatte dall’Europa erano soltanto un inganno senza peraltro chiarire che coloro i quali stanno congiurando contro l’Italia per affondare il Recovery Fund sono proprio gli amici dei sovranisti nostrani, Polonia ed Ungheria. Costoro non potevano certo attaccare il governo per i successi riportati in Europa perché sarebbero stati accusati di atteggiamento antitaliano, ma, se le cose si dovessero mettere male sul Mes, in modo tale da creare un clima di confusione in cui l’Italia ha tutto da perdere, in modo da rafforzare le resistenze che ci sono da parte della Polonia e dell’Ungheria per rendere operative le decisioni sul Recovery Fund. Se ciò accadesse ci sarebbe certo chi in Italia festeggia spiegando che un’asse tra tedeschi, italiani e francesi alla fine costituirebbe un handicap per il nostro paese. Insomma chi lavora in Parlamento per il fallimento del Recovery Fund paradossalmente sarebbe il primo ad accusare il governo italiano di incapacità se dovesse riuscire nel suo intendimento di creare una situazione di incomunicabilità tra l’Italia e le altre grandi nazioni europee. Ecco a che serve la gazzarra sul Mes.

Non ti sembra che sia una polemica all’italiana frustrante e inconcludente?

Destabilizzare il clima che attualmente in Europa si è venuto a creare – un clima eccezionalmente favorevole per i paesi paesi più indebitati, come il nostro – sarebbe da irresponsabili nel momento in cui il paese ha bisogno di tutto per evitare che cresca il numero dei contagiati e dei decessi e per rimettersi in piedi aiutando le aziende.

Sono degli irresponsabili coloro che in questi giorni stanno cercando di destabilizzare le intese raggiunte con l’Europa per fini di politica interna, per attaccare il governo nella speranza di poter creare una condizione di isolamento dell’Italia in Europa. Vogliono rilanciare un sovranismo che, anche a causa della pandemia, nel continente appare sempre più destinato a regredire. Invocando l’agguato europeo dietro l’angolo, attraverso la guerra del Mes, ciascuno cerca di difendere il proprio particolare anche a discapito dell’interesse nazionale.

Il centro-destra vuole imporre cieca obbedienza a Berlusconi, sinora difensore del MES, e dimostrare che il cavaliere è tornato all’ovile dopo l’atto di insubordinazione consumato con la decisione di votare anche da solo lo scostamento di bilancio. I dissidenti dei 5 stelle vogliono mandare un segnale minaccioso a Di Maio facendo intendere che possono far cadere il governo quando vogliono e che l’illusione del leader grillino di fare un vero partito è stata sconfitta. Il partito democratico si pone come strenuo difensore del Mes ma al suo interno c’è chi ritiene che il governo sia troppo timido nel difendere le proprie decisioni, ondivago, e che Conte sia un Premier pigliatutto, e che quindi il governo vada rafforzato nell’unico modo possibile, cioè attraverso il rimpasto.

In sostanza ancora una volta emerge la scarsa lungimiranza delle classi dirigenti del nostro paese che riconducono anche le scelte più rilevanti sul piano della politica internazionale ad un sibillino :mi giova ? Stabilito sul terreno delle opportunità che offre la politica nazionale. È sempre accaduto ciò in questi anni, con la conseguenza che abbiamo un paese malridotto sul piano della considerazione internazionale, perché via via ha perduto quel patrimonio di credibilità che si era faticosamente formato nei decenni del dopoguerra.

Che significato politico assume approvare la riforma del trattato?

Il fatto di riconfermare quel trattato non pare pregiudicare l’interesse nazionale visto anche l’impegno di non utilizzarlo dato che il paese non ha problemi di liquidità così come è emerso anche in occasione del recente incontro tra i ministri dell’economia italiano e francese. In sostanza ci troviamo nel pieno di una rissa politica indegna di un paese che ha i problemi dell’Italia.

Ancora una volta l’attuale classe politica si rivela inadeguata, non soltanto ad affrontare con la compostezza che la difficile situazione richiede un’emergenza nazionale destinata a durare per qualche tempo, ma anche a stare in Europa con senso di responsabilità dimostrando ai nostri partner europei che il paese è nelle condizioni di assumere degli impegni e di onorarli, che ha un governo e una maggioranza che sono in grado di imporre una linea e a difenderla fino in fondo, e che ha un’opposizione degna delle tradizioni delle grandi opposizioni europee che nei momenti difficili fanno fronte comune con la maggioranza e giammai si sognerebbero di poterla destabilizzare convinti che le politiche del tanto peggio tanto meglio possano giovare per vincere le elezioni.


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