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Salvini e Letta duellano a colpi di fango e arroganza

by Romano Franco

E’ ancora guerra fredda tra Letta e Salvini. L’ennesimo volo di stracci e fango si è verificato questa volta dopo l’ennesimo invito/sfida del segretario della Lega per la tanto agognata modifica al ddl Zan. Così Salvini provoca dicendo: “Propongo a Enrico Letta, per l’ennesima volta, una mediazione come chiesto anche dalla Santa Sede. Vediamoci martedì, prima che il testo arrivi in Aula, per togliere i punti critici degli articoli 1, 4 e 7. Se Letta non accettasse, la legge Zan finirebbe male e tutta la responsabilità cadrebbe sulle spalle del Pd”, è questo il messaggio del leader della Lega.

La replica testarda di Letta non vede ritrattazioni o discussioni extra, e così risponde al Carroccio: “Il Pd prosegue per la sua strada, di disegno di legge Zan si parla in Parlamento. Con chi ha 2 facce semplicemente non ci discuto: non è immaginabile che sul tema dei diritti il nostro interlocutore sia una persona che nello stesso giorno chiede a noi di trattare e sostiene che sia fatta bene la legge ungherese anti lgbtqi+.  E’ un interlocutore inaffidabile, se Salvini vuole parlare con noi condanni pubblicamente la legge ungherese”.

Ad un’accusa mirata, Salvini risponde in maniera quasi infantile: “Letta preferisce lo scontro al buonsenso, la Lega ha raccolto l’invito al dialogo proposto dal Vaticano e da tante associazioni, spiace che invece Letta e il Pd non vogliano ascoltare nessuno e preferiscano lo scontro al buonsenso”, in effetti è difficile prevedere una trattativa giusta e corretta con chi sostiene la legge omofoba di Orban.

“Invito Salvini a vaccinarsi e a dare il buon esempio, a fare un gesto utile”, aggiunge il segretario del Pd. Poi, con fare da dittatorino ribadisce: “Il green pass dobbiamo farlo, punto. Dobbiamo fidarci della regole, essere irresponsabili e sottovalutare il green pass significa voler male all’Italia e agli italiani”.

Peccato che dopo quasi due anni di sacrifici e con tanti errori fatti, per non parlare della crisi economica e sociale scaturita, si parla ancora con arroganza e saccenza. Un vaccino che contrasta al 30% il virus di per sé non è molto efficace caro segretario del Pd. Per non parlare delle varianti che verranno.

Se venissero distribuiti tamponi gratis e se ci fosse un servizio pubblico che non si arricchisce dai tamponi, si potrebbe essere pure d’accordo con il segretario del Pd; dare il green pass solo a chi ha fatto il tampone potrebbe essere una soluzione per riuscire a rintracciare subito i focolai.

Ma non si può obbligare la popolazione a iniettarsi un vaccino che non è già più efficace. I morti di covid sono sempre gli stessi dall’anno scorso, non sono diminuiti nonostante la vaccinazione. Perché gli esperti non spiegano questo dato piuttosto che imporre regole e dettare restrizioni da monarca francese.

Quanto dura le protezione del vaccino? Quali sono gli effetti collaterali nel tempo? Sono domande alle quali nessuno può rispondere, neanche i più esperti. Certo ci possono essere teorie e speculazioni, positive o negative, ma per avere la certezza c’è bisogno di più tempo.

Tra quelle speculazioni c’è anche la teoria più inquietante. A causa del disequilibrio creato dall’uomo si assistono a virus e malattie sempre più forti che ristabiliscono equilibrio sulla terra. Che il Covid sia diventata la nuova influenza del terzo millennio? Anche a questo nessuno sa rispondere.

Proprio in virtù di ciò, molti esperti ritengono che il vaccino contro il Covid19, poiché poco efficace e poco preparato sulle mutazioni, non ha fatto altro che rinforzare e far mutare più velocemente un virus che di per sé ci aveva già messo in ginocchio.

Sia chiaro, i vaccini sono un miracolo della scienza, e quando ben testati e ben fatti hanno aiutato la razza umana a non subire estinzioni o decimazioni. Però devono avere un’efficacia notevole e certificata. Non si può imporre di iniettare vaccini, anche a minori, senza prima capire l’efficacia e la sicurezza a lungo termine.

Tra Letta e Salvini, al solito, la verità sta nel mezzo. Se uno è troppo libertino e fanfarone, l’altro è troppo rigoroso e intransigente; peccato che l’arroganza gli accomuni entrambi. Si spera che una sintesi venga fatta al più presto. Non se ne può più dei continui screzi opportunistici della nostra classe dirigente.

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