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Proteste da Nord a Sud per le riaperture, scontri dinanzi al Parlamento

by Romano Franco

Roma, ci sono state forti tensioni in piazza Montecitorio tra manifestanti e polizia durante la manifestazione di commercianti e ristoratori atta a chiedere la riapertura.

Un uomo vestitosi come l’appartenente al movimento Q-Anon che fece irruzione al Congresso Usa a Washington è diventato mascotte e simbolo della protesta. Il nome dell’uomo è Ermes, ha 51 anni, è un ristoratore modenese che ha una figlia di 20 anni e dice di essere “aperto da gennaio, perché da un anno non è cambiato nulla, nonostante tutte le chiusure”.

E con il volto truccato dai colori della bandiera italiana aggiunge: “Siamo esasperati. Nessuno ci ha mai ascoltato. Mi sono dovuto vestire da pagliaccio per attirare l’attenzione. Spero che ora qualcuno si accorga di noi e ci ascolti. Ho dovuto pagare gli strozzini per pagare i dipendenti”.

Un poliziotto è stato colpito da una bottiglia lanciata dai manifestanti ed è stato portato in ospedale. E’ stato considerevole lo schieramento delle forze dell’ordine, a protezione del palazzo che ospita la Camera dei deputati. Non è passato molto tempo che la protesta si è infervorata e alcuni manifestanti hanno tentato più volte di sfondare le transenne, in un’occasione ci sono riusciti ma sono stati bloccati prontamente dagli agenti di Polizia e Carabinieri.

E poi, presenti come il prezzemolo in cucina, si fanno vivi i militanti di CasaPound che non potevano mancare all’appuntamento, si sa quando c’è da fare casino e da sfasciare tutto loro non rinunciano mai a mettere un po’ di zizzania tra la protesta, e così a Montecitorio, parla Luca Marsella, consigliere municipale di Cpi che spiega: “Siamo qui per dare sostegno a italiani che non si arrendono e che hanno il coraggio di opporsi ad una gestione criminale dell’emergenza sanitaria del governo, anche rischiando in prima persona”.

Anche a Torino alcuni mercatali davanti al tribunale dicono: “Non c’è giustizia in Italia – spiegano in un video pubblicato su Facebook -, siamo qua perché chiediamo di andare a lavorare per giustizia. Il mondo si muove e gli ambulanti non alimentari sono chiusi. Noi domani vogliamo aprire nei nostri mercati. Abbiamo chiesto il permesso alla Questura che non ce l’ha dato, ma possiamo stare in forma statica nei mercati. Domani mettiamo in atto ‘io piazzo’, perché così non si può andare avanti”.

A Milano, circa duecento ambulanti sono fermi all’ingresso di corso Monforte che hanno ostruito completamente, con i loro furgoni, il traffico di viale Bianca Maria e viale Majno. Gli ambulanti chiedono di poter riprendere al più presto la loro attività. I manifestanti sono arrivati qui in corteo dalla Stazione Centrale per raggiungere la Prefettura di Milano, ma sono stati bloccati all’ingresso di corso Monforte da un ingente schieramento delle forze dell’ordine. La mobilitazione è stata indetta dalle sigle sindacali Confeventi, Euroimprese, Ana-Ugl, Unica, Piu e Ace.

La protesta non si ferma e come una sentenza si presenta tanto al Nord quanto al Sud. Infatti, non sono da meno i mercatali del casertano che questa mattina sull’autostrada A1 all’altezza Caserta, sia in direzione Sud che Nord, hanno formato una coda lunga di auto e il traffico è andato in tilt nel giro di 30 minuti. La protesta dell’Associazione nazionale ambulanti Ugl per le restrizioni anti-Covid esplode anche in Campania, dove han messo in ginocchio la viabilità sull’autostrada A1. Da stamattina alle 9 gli operatori commerciali, in primis i mercatali ma anche ristoratori ed esercenti di attività di vario tipo, hanno bloccato il traffico veicolare.

Sul posto sono intervenute le pattuglie della polizia stradale e il personale della Direzione VI Tronco di Cassino di Autostrade per l’Italia. Aspi, in una nota, ha segnalato le strade alternative deviando “chi viaggia verso Roma sull’A16 Napoli-Canosa, da cui è possibile immettersi sul’A30 Caserta-Salerno in direzione Caserta, per poi rientrare in A1 più avanti del blocco”. “La nostra intenzione”, dice Peppe Magliocca presidente dell’Ana-Ugl di Caserta, “è arrivare a Roma per protestare contro una situazione assurda, con tanti operatori sul lastrico, che si sentono abbandonati”.

Onore al merito e avanti tutta! Non se ne può più, non si può non tener conto di chi vive da un anno di stenti e rinunce. Lo Stato deve ascoltare queste povere vittime della pandemia che, oltre al rischio di contrarre il virus, vivono da un anno in una situazione incerta e in costante perdita. Non si può non considerare chi ben presto, con questo andazzo, non avrà più la possibilità di crescere, prosperare, guadagnare, curarsi e soprattutto di vivere. Si tratta di una categoria fragile anche quella, lavorativamente parlando.

Bisogna tutelare le categorie di anziani e fragili, c’è bisogno di più creatività da parte del Cts e del Governo; sono o non sono l’eccellenza? Ai posteri l’ardua sentenza. Nel frattempo ci vuole un tracciamento più veloce e smart e mezzi all’avanguardia che ci consentono di tornare a vivere in assoluta sicurezza, con tutti i soldi sprecati in un’assistenza da elemosina si poteva investire nella ripartenza. Da Conte a Draghi il cambiamento doveva essere questo. Un cambiamento ampiamente disatteso da parte dell’ex presidente della Bce.

Fino a quando si tratta di proteste pacifiche di gente bisognosa che viene costantemente ignorata, siamo sempre con voi. La violenza genera altra violenza! #ioapro e #iopiazzo “pacificamente” Avanti così!

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