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Matteo Salvini: Un uomo per tutte le stagioni

by Romano Franco

Sono molteplici le qualità da annoverare al leader della Lega, ma, una spicca fra tutte. Stiamo parlando della sua grandissima capacità di trasformarsi ad uso e consumo, alla stregua di una multinazionale, quando vende il proprio prodotto.

Il sempre verde Salvini, buono per tutte le stagioni, lo abbiamo visto intraprendere diverse strade dall’inizio della sua carriera politica. Ognuna studiata a tavolino per riuscire a raccogliere tutto “il malcontento”, prima a Nord, e adesso anche al Sud.

Albori

Aveva iniziato con la Lega Nord e ha rimarcato questa idea di Stato-comunità padano che da tempo chiede l’indipendenza. Tutto ciò ha fatto crescere, nel giovane Matteo, l’idea malsana che fosse sbagliato far parte di uno Stato condiviso con i “terroni”.

Ed è qui che comincia la sua obbrobriosa campagna di discriminazione nei confronti di un “nemico” per creare ancora di più l’idea di comunità.

Modus operandi

Si tratta di tecniche utilizzate nel tempo ed efficaci in qualsiasi periodo storico. Lo han fatto gli antichi Romani con i barbari, lo han fatto nel medio-evo utilizzando il diavolo e lo han fatto anche Mario Monti e i suoi banchieri con la crisi, atta a spaventare tutti per rimetterci in riga. Si tratta di tecniche politiche che aiutano a rinnovare e accrescere la paura per creare una cittadinanza più forte e coesa, ma anche, più ignorante e superficiale.

Il creare un nemico esterno generando terrore e disperazione, induce ad essere poco razionali; e così, pur di non soccombere al pericolo degli “extracomunitari” che, a suo dire, ci rubano “il pane”, che ci rubano “il lavoro” e che portano “delinquenza”, siamo disposti a dimenticare tutte le cose terribili dette.

“Ah- Matteo!”

Il prode Matteo, si è visto cambiare più volte opinione, da: “Dobbiamo imparare a disubbidire!” a “Chi non rispetta le Leggi va in galera in uno stato normale”; poi, è passato dall’essere territorialista ad essere un paladino della patria, prima diceva: “Se siamo in guerra e per Dio siamo in guerra contro quel ladro che si chiama Stato italiano, dobbiamo imparare a disubbidire” oggi, se lo senti parlare, sprizza patriottismo e amor di patria da tutti i pori.

Ma, il temerario Matteo, che ha il coraggio solo di mettersi in ridicolo, lo abbiamo visto prendere parte a molteplici battaglie che, a seconda del momento, lo hanno visto schierato con diverse bandiere. Difficile dimenticare la sua battaglia contro i prefetti, che a suo dire “non servono a una mazza. Togliamoci le prefetture, a cosa servono? ci sono i sindaci”; così, in risposta a se stesso, nell’aprile del 2019, il Viminale sotto la sua direzione approva una legge per dare più potere ai prefetti per supplire ai sindaci “distratti”.

Ma, la sua retromarcia più spettacolare, ancora oggi difficile da dimenticare, è la sua campagna contro i “Terroni”. Insulti gratuiti, frecciatine e denigrazioni atte da chi, del Sud, non conosce assolutamente nulla. E’ proprio per questo suo aspetto da “ignorante” e “comico” che è riuscito a guadagnare consensi.

Ma, in tempi duri come questi, i problemi inventati e una mancanza di maturità, hanno mostrato alla gente il vero volto di Matteo Salvini.

Matteo “Oggi”

Oggi, si dice indignato delle poche mosse messe in atto dal Governo. Quando quest’estate, lui e la “Vispa Teresa”, Giorgia Meloni, insieme al “baldanzoso” Tajani, andavano in giro per tutta Italia a chiedere: la riapertura totale e l’abolizione delle restrizioni, richieste di elezioni che arrivavano ogni 5 minuti, manifestazioni e critiche al Governo e, infine, comizi e raduni per mettere in atto qualche pagliacciata con infimi intenti propagandistici.

Ricordiamo le manifestazioni di quest’estate che hanno concesso un grande mezzo per la diffusione del virus. La gente che si abbracciava e si avvicinava senza mascherina per ribadire la loro scetticità e noncuranza del virus e delle regole, ma mai nessuna condanna, nota o monito nei confronti di folli che, stimolati dalla loro ignoranza e dalla poca fiducia nel sistema, hanno battuto la strada al virus per permettere una recrudescenza dormiente.

L’ascesa di Salvini ha raggiunto il suo picco quando non ha potuto sfruttarlo. E la facilità e la malleabilità delle sue idee e delle sue battaglie lo hanno evidenziato come un ignavo opportunista. Un uomo disposto a “tutto” pur di arrivare. La sua bramosia di protagonismo e celebrità sono la sua condanna che, giorno dopo giorno, gli stanno facendo perdere credibilità e consensi.

Ma il temerario Salvini non si arrende, e se un domani dovesse concorrere per la presidenza mondiale, non farebbe fatica alcuna ad esprimere il suo amore eterno nei confronti della Nigeria e dell’Africa.

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