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Le vie delle mafie sono infinite

by Rosario Sorace

Le mafie accumulano risorse economiche enormi che devono gestire e reinvestire. Si sa con certezza che questi soldi che derivano dalle numerose attività illecite confluiscono in gran parte nell’economia legale.

In tal modo, i mafiosi imprenditori, entrano nel core business dell’economia legale per accrescere i profitti e orientare gli investimenti verso attività redditizie.

Il calcolo dei guadagni delle mafie nel 2019 è fantasmagorico con proventi che raggiungono circa i quattro trilioni di dollari di cui oltre il 50% viene reimpiegato nell’ambito dell’economia legale.

Ormai le organizzazioni criminali mafiose sono vere e proprie multinazionali, hanno appunto il volto della mafia imprenditrice, come ben sappiamo in Italia, ottenendo grandi profitti da attività illecite grazie al concorso o collusione di pezzi deviati della politica, dell’economia e della società civile.

Le mafie si rafforzano e divengono sempre più potenti utilizzando metodi corruttivi per sterilizzare la risposta degli Stati e quando si rende necessario in extrema ratio ricorrono alla violenza e alle intimidazioni.

Per cui le varie mafie fanno affluire nell’economia delle risorse finanziarie sporche di sangue sotto forma di investimenti che infragiliscono, alterano e inquinano il libero mercato provocando incalcolabili danni economici e sociali.

Naturalmente conosciamo gli effetti perversi delle varie mafie nel mondo che tramite le minacce e le intimidazioni all’interno di una comunità, con il metodo della corruzione dei suoi organismi politici, economici e sociali riducono drasticamente la qualità della vita nei territori e diminuiscono il livello di sicurezza personale compromettendo l’ordine pubblico.

Questi risultati negativi si producono in breve tempo con un conseguente degrado, un clima di paura e una pessima vivibilità sociale e tutti questi effetti nefasti rendono simili le nuove mafie a livello transnazionale.

Le due facce della medaglia di questo fenomeno mafioso sono in primis le contiguità e le collusioni con i colletti bianchi nella sfera economica e politica e poi l’uso di pratiche corruttive che divengono cosi gli elementi fondamentali della strategia della criminalità organizzata contemporanea.

Nel particolare, l’infiltrazione nell’economia legale avviene con variegate forme che vanno da un controllo diretto o mediato delle imprese legali, alla creazione di monopoli o oligopoli di matrice mafiosa che però sono occulti e segreti, sino ad arrivare all’accesso lecito degli appalti e delle sovvenzioni pubbliche e private.

E ormai noto che la criminalità organizzata di alto livello, dei colletti bianchi, predilige inserirsi nell’ambito delle sovvenzioni europee, nel settore della sanità pubblica, nei diversi servizi pubblici fino a quelli delle costruzioni e del turismo.

Oggi si rileva che la maggior parte delle imprese della criminalità organizzata italiana (mafia,ndrangheta e camorra) non è situata nella Penisola, ma si è diffusa in Europa e nel resto del mondo, scegliendo di collocare le ricchezze nei cosiddetti paradisi fiscali.

Però il benessere individuale del reddito pro capite in questi territori infestati dalle mafie non è diffuso nonostante i legami forti con l’ambiente locale e risulta dai dati economici finali che i veri affari li fanno solo i mafiosi e non di certo gli imprenditori onesti che si dedicano alle aziende e che spesso vengono spazzati via da imprese malavitose.

Nell’ultimo periodo in alcuni Paesi europei quali la Romania e Bulgaria vi è stata una penetrazione del fenomeno mafioso e queste aree sono state particolarmente appetibili e convenienti in termini economici per le organizzazioni criminali, per la “mafia s.p.a.” che ha fatto grandi investimenti che risultano essere assai graditi in una realtà sociale dove domina il lavoro nero e forme inammissibili di schiavismo.

Pertanto ci possono essere ottime performance economiche degli investimenti mafiosi poiché l’avvio di attività apparentemente lecite si svolge con un apparente facciata di economia legale che offre da una parte rendimenti assai elevati e dall’altro rischi molto bassi.

E bisogna anche rilevare che le mafie sono importate e, quindi, mantengono sempre uno stretto rapporto con il territorio di origine intrecciandosi e adattandosi con le reti transnazionali del crimine e rafforzando naturalmente sempre di più il potenziale criminale.

Adesso appare più che evidente che per combattere questa mafia senza confini occorre una coordinata ed efficiente cooperazione internazionale che si fondi sulla condivisione delle informazioni, è fondamentale.

In questo senso le istituzioni, in particolare le forze dell’ordine e le polizie, la magistratura e la società civile devono sempre più collegarsi e lavorare a fianco a fianco.

Il miglior investimento che gli Stati possono fare è di attuare serie politiche sociali e culturali. Occorre incrementare e promuovere a tutti i livelli la cultura della legalità prevedendo investimenti economici nella lotta al crimine organizzato transnazionale e una concreta e reale armonizzazione degli ordinamenti giuridici dei vari Stati membri dell’Unione europea e della Comunità internazionale, altrimenti la lotta contro queste nuove mafie non può essere di sicuro né adeguata né vincente.

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