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Le banche centrali europee alzano i tassi per contenere l’aumento dell’inflazione

by Freelance

Di Mirko Fallacia

Le banche centrali europee hanno alzato i tassi di interesse giovedì e hanno accennato a costi di finanziamento ancora più elevati per domare l’inflazione impennata che sta erodendo i risparmi delle famiglie e comprimendo i profitti aziendali.

Alimentata inizialmente dall’impennata dei prezzi del petrolio sulla scia dell’invasione russa dell’Ucraina, l’inflazione si è estesa a tutto, dal cibo ai servizi, con letture a due cifre in alcune parti del continente. Le sanzioni stanno facendo male alla nostra economia e le banche per scongiurare una crisi hanno deciso di aumentare i tassi.

Tali livelli non sono stati visti in alcuni luoghi dall’indomani della crisi petrolifera degli anni ’70.

Visco, governatore della Banca d’Italia, ha allargato lo sguardo all’attuale contesto globale e alle sue evoluzioni: «Il mondo è cambiato moltissimo ma sta cambiando da decenni, adesso è un mondo che corre e corre in modo globale. Poi ci sono questi eventi straordinari, e forse il mondo globale li facilita, che tendono a comprimerlo e quello che stiamo vivendo adesso è un evento straordinario, c’è incertezza davanti a noi», spiega il governatore.

Tra questi “eventi straordinari” c’è sicuramente la guerra in Ucraina, che è “drammatica, un ritorno a un passato che pensavamo fosse morto, non fosse più possibile. Al di là degli effetti sulle nostre coscienze e sulla nostra attività politica, la guerra ha effetti sulla nostra economia: in primo luogo i prezzi dell’energia, che pensavamo si sarebbero raffreddati nel corso dell’anno e dell’anno prossimo tenderanno invece a essere alti e potranno anche aumentare”, ha precisato Visco.

“Negli ultimi 30 anni ci sono stati cambiamenti straordinari, il mondo è cresciuto in termini di benessere, ma naturalmente ci sono stati anche dei costi. Questo cambiamento tecnologico, questa apertura completa delle società e delle economie ha avuto dei costi, ad esempio la disuguaglianza all’interno dei Paesi, mentre si è ridotta quella tra Paesi”.

Visco cerca di avvisare che in questo momento “è fondamentale la conoscenza: capire dove siamo, chi siamo e come possiamo progredire».

Poi il governatore fa notare che “abbiamo molti governi e solo una banca centrale. La banca centrale sarà sempre il capro espiatorio per tutti i mali dei singoli paesi. Su questo fronte per migliorare la politica monetaria penso che sia fondamentale avere una controparte centrale», ha quindi aggiunto, riferendosi al progetto di Unione fiscale. «Ci vorrà tempo ma è fondamentale – ha concluso -. Non sappiamo se l’Europa diventerà una federazione ma dobbiamo fare dei passi avanti”.

Clima di incertezza in Europa

La Banca nazionale svizzera, proprio come la Banca nazionale d’Ungheria, ha colto alla sprovvista i mercati con grandi passi al rialzo, poche ore dopo che la loro controparte statunitense, la Federal Reserve, ha alzato i tassi di più in quasi tre decenni.

La Banca d’Inghilterra nel frattempo ha alzato i costi di finanziamento del quarto di punto previsto dai mercati.

Le mosse arrivano appena un giorno dopo che la Banca centrale europea ha concordato i piani in una riunione di emergenza per contenere gli oneri finanziari nel sud del blocco in modo da poter andare avanti con gli aumenti dei tassi sia a luglio che a settembre.

“Siamo in una nuova era per le banche centrali, in cui l’abbassamento dell’inflazione è il loro unico obiettivo, anche a scapito della stabilità e della crescita finanziaria”, ha affermato George Lagarias, capo economista di Mazars Wealth Management.

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