Home Attualità L’appello di Speranza: “Il nostro unico nemico è il virus. Se produciamo clima sbagliato creeremo solo disorientamento fra i cittadini”.

L’appello di Speranza: “Il nostro unico nemico è il virus. Se produciamo clima sbagliato creeremo solo disorientamento fra i cittadini”.

by Redazione

Esordisce così il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso dell’informativa urgente in Aula alla Camera: “C’è sempre stato un filo comune che tiene insieme le scelte adottate dal governo. Un filo che unisce tutti i nostri provvedimenti ed è il primato della tutela della nostra salute”.

“Questo provvedimento è in piena continuità con le misure finora adottate. I numeri, che rappresentano persone in carne ed ossa, continuano ogni giorno drammaticamente a crescere, nel mondo siamo arrivati a un contagiato ogni 164 persone” ha proseguito Speranza.

“In Italia non esistono zone verdi perché il virus circola in tutto il nostro Paese – prosegue il Ministro – ed essere in zona gialla non significa assolutamente essere in un posto sicuro. Non capovolgiamo la realtà, senza limitazioni convivenza con virus destinata a fallimento. Si possono avere opinioni differenti sulle scelte che abbiamo compiuto ma per favore non capovolgiamo la realtà. Andando oltre inutili polemiche tutti dobbiamo trarre una lezione tanto evidente quanto amara: senza consistenti limitazioni dei movimenti e rispetto delle regole la convivenza con il virus fino al vaccino è destinata ad un clamoroso fallimento”.

“Anche sul punto della significativa prevalenza di asintomatici attenzione a non coltivare pericolose illusioni: se continua ad alzarsi il numero di contagiati, inevitabilmente aumenta in proporzione la quota di anziani e fragili e conseguentemente aumenteranno i ricoveri ed i posti in terapia intensiva, ed è inevitabile anche che più persone perderanno la vita” ha sottolineato Speranza.

Poi aggiunge: “La fonte dei dati sono le regioni. In tutte le fasi del nostro lavoro c’è stato il coinvolgimento delle istituzioni scientifiche del nostro Paese e delle regioni. Ci sono dei limiti che non devono essere superati nella polemica politica. Basta, non alimentiamo politiche che sono dannose. Se produciamo clima sbagliato creeremo solo disorientamento fra i cittadini”.

Criteri

In seguito, il ministro Speranza ha parlato dei criteri adottati e dell’algoritmo utilizzato per stabilire regole e misure atte per arginare la malattia. “L’ordinanza è figlia di un lavoro lungo e i parametri sono stati condivisi con le Regioni in 2 sedute ad aprile. Da 24 settimane svolgiamo un lavoro proficuo e comune con le Regioni nessuna Regione ha eccepito né ha mostrato dissenso sui parametri”.

“Si tratta di un lavoro complesso. Ciascuna Regione viene classificata sulla base dell’incrocio di due parametri: indice di rischio prodotto dai 21 indicatori e i 4 scenari definiti attraverso gli Rt . Con lo scenario 4 e Rt sopra 1,50 indice di rischio alto, la regione viene collocata in zona rossa. Dopo 14 giorni con scenario e indice piu basso avviene una nuova classificazione della cabina di regia. Si tratta di un lavoro di una raccolta dati imponente – prosegue – per questo le valutazioni hanno bisogno di almeno una settimana per essere attendibili, perché i dati possano stabilizzarsi”.

Il virus non può essere terreno di scontro politico

“Non può essere questo il terreno dello scontro politico. Il virus non ci dà tempo, se non lo contrastiamo adeguatamente dilaga. In sole tre settimane ad ottobre siamo passati a 20mila contagiati, non possiamo avere incertezze ma muoverci con determinazione. Nessuno avendo responsabilità di governo può sottrarsi a questa necessità. Il governo si è assunto fino in fondo la sua responsabilità. Per me non è un merito ma un atto dovuto. Se non fermiamo la curva il personale sanitario non sarà più in grado di intervenire”.

“Non dobbiamo perdere tempo in polemiche inutili e faziose – aggiunge Speranza – il nostro unico nemico è il virus. Dobbiamo garantire anche in questa tempesta la salute degli italiani”. Perciò ricorda: “Ci aspettano mesi non facili ma abbiamo la forza per piegare nuovamente la curva.

“Le valutazioni hanno bisogno almeno di una settimana perché i dati possano essere stabilizzati, è un procedimento complesso rispetto al quale il ministro della Salute prende atto del lavoro svolto dalla cabina di regia. La mia ordinanza è conseguenza automatica dei dati elaborati, per questo non ci sono trattative ma semplicemente scambi di dati e di informazioni”.

Infine conclude Speranza: “è finalmente possibile intervenire proporzionalmente alla reale condizione delle Regioni senza stressare con misure uguali territori che si trovano in condizioni differenti .Inoltre si dà certezza al Paese con misure predefinite a seconda dell’indice di rischio e dello scenario di Rt. Non perdiamo tempo in polemiche. Dobbiamo solo lavorare insieme, lavorare insieme, lavorare insieme”.

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