Home In evidenza Joe Biden: Sventura per gli Usa, una vera tragedia per il mondo intero

Joe Biden: Sventura per gli Usa, una vera tragedia per il mondo intero

by Romano Franco

La situazione in Russia è degenerata ma dire che sia tutta colpa di Putin è una gran bugia. Sono molti i fallimenti imputati all’amministrazione Biden durante il suo primo anno. La Russia è tra questi.

L’Afghanistan, però, regna fra tutti; infatti, lasciare Kabul dopo 20 anni di guerra, soldati morti, civili ammazzati e capitali sprecati per restituire il Paese in mano ai “taglia gole”, lasciando alla loro mercé armi più tecnologiche, rappresenta il più grande fallimento militare dello Zio Sam.

Le ricadute dell’Afghanistan supereranno anche quelle successive alla fine della guerra del Vietnam, non solo in termini di danno alla fiducia in se stessi dell’America, ma anche di minaccia che rappresenterà per la sua sicurezza. I talebani trasformeranno inevitabilmente il loro paese ancora una volta in un porto sicuro per al-Qaeda e altri gruppi terroristici organizzati per colpire la Nato statunitense.

In qualità di comandante in capo, Joe Biden ha la responsabilità ultima di una decisione che perseguiterà l’America per una generazione o più.

La sua eredità sarà di fallimento, giudizio estremamente scarso e sbalorditiva incompetenza. Anche i suoi consiglieri, tra cui il segretario di Stato Antony Blinken e il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan, devono assumersi parte della colpa.

Un altro enorme fallimento della gestione Biden è l’immigrazione con il Messico che pare addirittura peggiorata dai tempi di Trump, sono molti di più i bambini separati dai propri genitori e la politica d’accoglienza è diventata molto più caotica e lesiva per cittadini americani e non.

Inoltre, l’economia americana ha toccato il fondo dando la possibilità agli speculatori di far soldi a dismisura grazie all’inflazione e alla crisi generata dalla politica conservativa messa in campo da Yellen e Powell (Fed). Una “manna” dal cielo per banchieri e speculatori.

Biden e la vendita di armi

Per Biden il “pacifista” pare che la guerra sia l’unica soluzione per esportare la pace e la democrazia nel mondo; infatti, nel giro di un anno, è riuscito ad alimentare allo stesso tempo tensioni con Russia e Cina, rendendole alleate di fatto contro il nemico comune: gli Usa.

Vendere armi a Ucraina e Taiwan, al posto di utilizzare la strada della diplomazia, la dice lunga sulla visione opportunistica di Biden, intento più a vendere guns Usa all’estero che ad evitare conflitti internazionali.

Ma per Biden la vendita delle armi è imprescindibile e viene prima di tutto, anche prima del suo alleato francese scavalcato in maniera infima per la vendita di sottomarini all’Australia.

Infatti, come un banditore da marciapiede, Sleepy Joe si appresta a vendere armi a destra e a manca, illudendo il Paese acquirente di acquistare sicurezza; non sapendo, in realtà, di creare astio e timori nel nemico che si trova il Casus Belli servito su un piatto d’argento. La corsa agli armamenti non è il massimo se si ambisce alla pace, dear Biden!

Taiwan, come l’Ucraina, finirà vittima di questo gioco opportunistico degli Stati Uniti che, così facendo, aumenterà tensioni e conflitti inutili che serviranno solo ad indebolire i propri rivali.

Ma cosa succederà effettivamente a Taiwan?

Molti esperti dicono che gli armamenti comprati dall’isola vengono acquistati per una guerra che non si farà mai. Il governo di Taiwan, solo nell’ultimo anno, ha speso già 16,9 miliardi di dollari per le armi, più 9 miliardi extra in un secondo momento. Una spesa gigantesca, considerata la crisi generata dalla pandemia e le dimensioni dell’isola.

I soldi sprecati serviranno all’opposizione che, finanziata dalla Cina, farà leva sui soldi sprecati per una guerra che non si è mai svolta; evidenziando lo spreco scaturito per colpa del mal cinese stimolato in maniera subdola dallo Zio Sam.

La situazione invece in Ucraina è più complessa della Repubblica di Cina. Putin, rimasto sempre più isolato grazie all’emarginazione dell’alleanza Nato, potrebbe avere molti più motivi per iniziare una guerra.

Il suo alleato più grande dai tempi della Guerra Fredda vuole sedersi a tavola con il nemico e la paura di perdere sempre più terreno d’influenza potrebbe far diventare Putin molto aggressivo.

L’alleanza non ha più senso visto che il nemico non esiste più, e se in questo grande scenario di dialogo internazionale si inserissero anche Cina e Russia, insieme all’Ucraina, con gli stessi poteri degli Usa, il problema non si porrebbe.

Ma ahinoi non è così, la Nato è nata sotto la bandiera americana durante la guerra fredda e non è un’Alleanza come ci vogliono far credere, ma una sottomissione al dominio degli Stati Uniti che si era affermato all’indomani della Seconda Grande Guerra.

I timori di Putin possono essere comprensibili, anche se le azioni violente non sono mai giustificate.

Ma il buon Biden, non preoccupatevi, ha fallito anche qui. E così, al posto di trovare una strada diplomatica con il nemico giurato, si propone la solita strategia: vendere armi Usa per potenziare il nemico del suo rivale e riuscire a guadagnare terreno su di essa mentre l’economia russa si ferma con dazi e crisi scaturite dalla guerra.

I disastri di Biden non hanno settore e, dalla borsa alla Pandemia, non ne imbrocca una. I diritti civili, la redistribuzione e le riforme a favore del sociale sono solo di facciata. Insomma, la politica dell’ex vice di Obama è molto ipocrita e moralista ed è quasi più fake del suo sorriso smagliante.

Ridicola è stata la sua performance alla conferenza della Cop26 di Glasgow, che non ha sortito effetti significativi sul clima e l’ambiente ma ci ha offerto uno spunto per conoscere meglio il presidente degli Usa.

Di certo, non lo si augura a nessuno un presidente come Joe Biden. Inetto, incapace, lento, sonnolento, statico e senza né arte e né parte. Insomma, un piccolo uomo, avanti con l’età, che si da un mucchio di arie. Chiedere alla duchessa di Cornovaglia per conferma.

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