Home Attualità In Sicilia per le primarie vince Caterina Chinnici (Pd), ma la coalizione di centro sinistra rischia di sfaldarsi

In Sicilia per le primarie vince Caterina Chinnici (Pd), ma la coalizione di centro sinistra rischia di sfaldarsi

by Rosario Sorace

I paradossi della politica italiana e anche siciliana. A spuntarla nelle primarie in Sicilia è stata Caterina Chinnici (Pd) che ha prevalso su Barbara Floridia (M5Stelle) e Claudio Fava (Cento Passi).

Ora però tutta l’alleanza è inficiata dal pericolo incipiente di dissociazioni in salsa siciliana dopo la frattura tra Letta e Conte.

Quindi la festa per il risultato ottenuto dal Partito democratico è offuscata dalle tensioni e divisioni nella coalizione che si sono naturalmente riverberate anche nell’Isola, mentre era in corso la consultazione popolare per scegliere il candidato governatore per le prossime elezioni regionali.

Da un lato si lamenta la scarsa partecipazione al voto assai inferiore ad altre primarie del passato, dall’altro c’è da misurarsi sugli effetti politici della definitiva rottura a Roma tra i cinque stelle e i democratici.

Proprio di queste ore la presa di posizione di Giuseppe Conte che appena appreso il risultato del voto ha detto che “in queste settimane sono cambiate molte cose rispetto a quando è partito questo percorso. Il Pd deve fare chiarezza”.

Però lo stesso Claudio Fava che rappresenta l’ala sinistra della colazione siciliana ha espresso dubbi sul futuro dell’alleanza che a suo avviso durerà “a patto che non si tenti un trasversalismo malato”.

Fava si riferisce alle annunziate e possibili aperture del Pd all’Mpa di Raffaele Lombardo, ex presidente della regione, di cui la Chinnici è stata assessora regionale.

La caduta del governo Draghi ha determinato una situazione del tutto nuova con i contrasti tra Pd e M5s e, ora, naturalmente, tutti nel centro sinistra e non solo si chiedono se la Chinnici avrà il sostegno convinto della coalizione.

Non si potevano certamente annullare le votazioni già indette per il 23 Luglio e in cui si erano iscritti 43 mila cittadini mentre alla fine hanno votato 32.426 persone in via on line o nei gazebo.

I risultati delle primarie sono stati i seguenti: Caterina Chinnici 14.552 preferenze (44,77%); Barbara Floridia 10317 (31,74%) voti e Claudio Fava 7547 consensi (23,22%).

Adesso pare che le Regionali siciliane previste per novembre possano essere anticipate a seguito di possibili dimissioni anticipate di Nello Musumeci in modo da arrivare ad election day tra regionali e nazionali da tenersi nella stessa data del 25 settembre.

I dem festeggiano e per bocca del segretario regionale Anthony Barbagallo esprimono soddisfazione: “È stato una grande momento di partecipazione. Vince Caterina Chinnici e vince il Pd. Ringrazio gli altri candidati, Barbara Floridia e Claudio Fava. Ringrazio dirigenti e simpatizzanti che non hanno risparmiato energie e passione. Da oggi parte la sfida al centrodestra. Subito al lavoro per costruire le liste”.

Anche la Chinnici naturalmente ha manifestato il suo compiacimento per “chi ha scelto di votarmi, dandomi una consegna di fiducia di cui sento forte la responsabilità e che spero di potere mettere a frutto attraverso il mio lavoro per la Sicilia, la terra che amo, e per le persone, tutte, con lo spirito di servizio alla collettività che ha sempre caratterizzato il mio impegno”.

Nonostante queste prime parole, dopo il voto delle primarie, il clima è piuttosto pesante e da parte della componente centrista dei dem si prospetta persino l’ipotesi di annullare la consultazione e rimettere tutto in gioco per quanto riguarda l’alleanza attualmente sancita mettendo fuori i cinque stelle.

Dall’altro lato ad accendere il fuoco della polemica con gli ex alleanti dem ci pensa Giuseppe Conte: “Prima di percorrere ancora la strada di un’alleanza progressista in Sicilia il Pd dovrà fare chiarezza sui suoi obiettivi e dire se l’agenda sociale e ambientale del M5s è la loro stessa direzione o se ormai i percorsi e i compagni di strada sono altri, in linea con gli insulti e le dichiarazioni di questi giorni. Per noi quello che succede a Roma succede a Palermo”.

Il leader pentastellato si riferisce alle dichiarazioni dei dirigenti del Pd che avevano operato una distinzione tra contesto nazionale e regionale e, quindi, a tenere saldo il quadro in Sicilia nonostante la rottura su scala nazionale tra democratici e grillini.

Fava getta altra legna sul fuoco riaffermando la sua posizione espressa nei confronti pubblici durante le primarie: “Si sta dentro questo quadro se questo quadro è coerente. Non sono disponibile ad accettare contaminazioni che servano ad allargare il campo verso quanto più opaco e antico esista nella storia politica siciliana”.

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