Home Estero Il governo del Regno Unito si avvia verso la recessione

Il governo del Regno Unito si avvia verso la recessione

by Rosario Sorace

Il Regno Unito immaginava con la Brexit di ricominciare con un paniere colmo di frutti positivi e di crescita illimitata con l’economia alle stelle. Poi è arrivata la pandemia e ora si immagina la recessione peggiore da 300 anni.

Questo scenario apocalittico è quello previsto dallo stesso Governo che ha affrontato all’inizio con sufficienze e superficialità l’emergenza del coronavirus. Lo stesso premier Boris Johnson era il fautore della strategia “dell’immunità di gregge” e si è ritrovato in terapia intensiva in gravi condizioni guarito dopo giorni drammatici.

Mentre il contesto sociale economico inglese ha raggiunto un livello di indebitamento record dalla Seconda Guerra Mondiale. Il Regno Unito vive come tutto il mondo nel pieno dramma economico e si confermano previsioni sconfortanti per i prossimi mesi e i prossimi anni da parte del responsabile del tesoro Rishi Sunak.

L’uomo politico ha descritto in Parlamento un quadro molto pessimistico per la Nazione. Infatti come in tutta Europa il debito pubblico è alle stelle e viene aggravato dall’incertezza della Brexit e della situazione sanitaria preoccupante. La recessione porterà ad oltre 2,600 milioni di disoccupati ha infatti avvertito Sunak e si avrà una soglia di 400 miliardi di sterline come deficit di bilancio che equivalgono a 533 miliardi di dollari.

Il debito equivale al 19% PIL che risulta essere la percentuale più elevata mai registrata in tempo di pace. Sunak ha pronunciato un discorso drammatico sull’attuale situazione: “La nostra emergenza sanitaria non è ancora finita e la nostra emergenza economica è appena iniziata. Quindi la priorità immediata è proteggere la vita e il sostentamento delle persone”.

Le previsioni economiche devono essere riviste ed il PIL dovrebbe contrarsi dell’11,3% per il 2020 che è il calo più grande degli ultimi tre secoli. Questo dato durerà almeno fino alla fine del 2022, mentre la crisi sarà a lungo termine almeno sino al 2025.

Nella sua dichiarazione sul bilancio, il ministro delle finanze britannico Rishi Sunak ha annunciato 280 miliardi di sterline di spesa pubblica per sostenere il Paese. Per il prossimo anno il Regno Unito spenderà in vari comparti investendo 18 miliardi di sterline per test, DPI e vaccini; 3 miliardi di sterline il Servizio Sanitario Nazionale (NHS); 2 miliardi di sterline per i trasporti; 3 miliardi di sterline per i governi locali; 250 milioni di sterline per i poveri; 2,6 miliardi di sterline alle amministrazioni di Scozia, Galles e Irlanda del Nord come parte della spesa di 55 miliardi di sterline nel 2021.

Lo Stato affronterà gravosi problemi in una condizione di isolamento con un sacrificio notevole per le casse dello Stato che sarà enorme, come ha evidenziato Sunak: “Per quanto elevati siano questi costi, il prezzo della passività sarebbe stati molto più alti, ma questa situazione è chiaramente insostenibile nel medio termine. Potremmo agire come abbiamo fatto solo perché siamo entrati in questa crisi con finanze pubbliche solide e abbiamo la responsabilità, una volta che l’economia si sarà ripresa, di tornare a una posizione fiscale sostenibile.”

Tutto ciò con gli sviluppi negativi della Brexit e la fine del trumpismo che sono elementi di destabilizzazione per Johnson e che indeboliscono oggettivamente la stabilità economica nazionale.


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