Home In evidenza Conte “condannato” dal Tribunale di Pisa. Lo stato di emergenza era illegittimo

Conte “condannato” dal Tribunale di Pisa. Lo stato di emergenza era illegittimo

by Romano Franco

Notizia shock dal tribunale di Pisa. Un giudice toscano, con una recente sentenza rivoluzionaria, ha ritenuto illegittima sia la dichiarazione dello stato di emergenza fatta dal governo Conte sia tutti i Dpcm emanati.

Di sicuro la situazione era critica come abbiamo spesso e volentieri evidenziato, ma non essendo un regime e trattasi di un Paese liberale “civile” e “formato”, almeno su carta, si doveva presumere un rispetto nei confronti del prossimo e una coscienza civile talmente avanzata da evitare ogni forma di obbligo o restrizione.

La domanda reale che in molti si pongono è: L’Italia e gli italiani sono davvero così evoluti da poter intervenire in quel modo?

Forse si! Sia chiaro, in molti avrebbero fatto i loro interessi portando avanti il loro egoismo fregandosene del prossimo, ma per la maggior parte avrebbero eseguito le indicazioni alla lettera e si sarebbero in qualche modo ravveduti prima di rischiare una chiusura generale.

C’è da dire che se la decisione del giudice toscano fosse corretta vorrebbe dire che quel presidente del Consiglio si è reso responsabile non solo della più grave e vasta limitazione dei diritti dei cittadini da quando esiste la Repubblica, bensì anche di averla perpetrata in violazione di legge. Come tutti gli altri governi occidentali, eccezion fatta per la Svezia. Come ha fatto del resto anche il governo Draghi.

Ma la sentenza toscana si basa sul caso di due persone imputate, tra l’altro, di aver violato le disposizioni del capo del Governo sulla circolazione nel territorio durante il periodo delle restrizioni anti -Covid, e il giudice infine assolveva quei due dopo aver accertato che le sanzioni e i divieti che per mesi e mesi hanno afflitto la vita degli italiani. Quei divieti, secondo il giudice, erano in realtà disposti contro la legge. Quell’almanacco di prescrizioni, variabili più delle varianti di covid, hanno mandato in crisi l’intera popolazione italiana e infieriva su diritti fondamentali, a cominciare da quello di libera circolazione e di libertà personale.

Le colpe del governo sono tante, aver tolto potere al Parlamento (Organo sacro) è tra le prime, per non parlare del fatto di aver dato troppa importanza al Cts che si occupa solo di una delle questioni politiche: la Sanità; lasciando Cultura, Economia, Sviluppo, Società e Lavoro nel marasma più totale. Come un economista anche il medico non ha elementi per poter fare il politico a meno che non si liberi di tutti i dogmi che la sua formazione prevede.

Il politico, a differenza dell’economista e dello scienziato, evidenzia la sua bravura prendendo tutti gli elementi e facendo una sintesi di tutte queste problematiche. Solo uno stolto poteva agire seguendo solo le indicazioni della scienza che di lavoro, economia non si occupa. Per non parlare della salute mentale, grande gap della medicina, che è stato completamente tralasciato. Un governo di stolti ha seguito le indicazioni del Cts e non ha saputo fare nulla di più. E’ questa la vera sconfitta dei governi che hanno affrontato la pandemia.

Questo si può fare e questo no. La libertà altrui viene preclusa dal contagio? Non è colpa del cittadino se contrae il virus. E’ solo colpa di un virus infimo, del sistema debole e della medicina stessa, che se investisse di meno nella chirurgia estetica e nelle cose superflue starebbe già a buon punto con le pandemie.

Però chi siamo noi per dire che sarebbe andata meglio o peggio. Neanche fra 20 anni si potrà dire, purtroppo. Di sicuro la sentenza fa discutere ma siamo convinti che passerà in sordina. Nessuno dice che Conte è un delinquente o un criminale, non si vuole mettere in dubbio la buona fede di chi ha dovuto gestire una situazione così difficile, ma di sicuro in questo periodo ha evidenziato i suoi grandi limiti da capo politico, gli auguriamo di tornare al suo ruolo di professore e di ritirarsi a vita privata.

Nonostante la grande influenza dell’ex premier, si evince che la politica non fa per lui e la prova del nove si è avuta con la pandemia, quando l’Italia si è trasformata sotto la sua guida “ignorante” in una Babilonia che brucia.

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