Polemica su Acerbo per le frasi su Hamas e il 7 ottobre: Rifondazione e Siher sotto accusa

Mostra sommario Nascondi sommario

Un post su X del segretario di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, ha acceso una nuova polemica politica: il leader ha difeso il diritto di esprimere posizioni favorevoli a Hamas, sostenendo che “inneggiare al 7 ottobre non è un reato”. Le sue parole hanno suscitato dure reazioni da più parti e rilanciato il dibattito su libertà di espressione e limiti del sostegno politico a organizzazioni armate.

Il post e lo scambio che ha fatto esplodere la polemica

Acerbo aveva pubblicato su X un’immagine di Youssef Siher, indicato come presunto ideatore del Movimento 17 ottobre, sovrastata dalla scritta “Sbatti il mostro in prima pagina”, richiamo al film di Marco Bellocchio. Il post voleva criticare il modo in cui il giovane è stato presentato dai media.

Schermo con post e commenti che scatenano polemica
Il post su X che ha innescato la polemica e i commenti accesi.

Lo scontro è divampato nei commenti. Dopo che un utente ha definito Siher un “fiancheggiatore di Hamas” e ha accusato i difensori del giovane di appoggiare quella organizzazione, Acerbo ha replicato: “Quindi? È vietato inneggiare Hamas?”. Di fronte a successive contestazioni ha poi ribadito la sua posizione: “Inneggiare al 7 ottobre non è un reato. C’è chi inneggia a Israele e chi a Hamas, in una democrazia è assolutamente lecito”.

Le precisazioni di Acerbo e il richiamo al garantismo

La reazione politica non si è fatta attendere e il segretario del Prc è intervenuto in una conferenza stampa al Senato per chiarire il proprio pensiero. Ha negato che il partito sia stato o sia sostenitore di Hamas: “Noi non siamo mai stati sostenitori di Hamas, siamo contro l’Islam politico. Non prendiamo lezioni dai complici di Netanyahu. Siamo contro Hamas e contro Netanyahu”.

Conferenza stampa in Senato con microfoni e documenti
La conferenza stampa al Senato in cui Acerbo ha chiarito la sua posizione.

Acerbo ha difeso il tono del suo intervento come di natura garantista, osservando che, sulla base degli elementi finora noti, non risultano circostanze sufficienti a giustificare il fermo del giovane oggetto della polemica. In più ha lanciato una sfida: confronti televisivi pubblici con gli esponenti della destra per discutere il caso.

Riferimenti storici e schieramenti interni

Nel chiarimento il leader del Prc ha ricordato i collegamenti storici del suo partito con l’Olp di Yasser Arafat e ha indicato in Marwan Barghouti un punto di riferimento politico contemporaneo. Ha inoltre ribadito il sostegno del partito ai movimenti laici, democratici e femministi contrari all’integralismo religioso.

Non sono mancate tensioni anche all’interno dell’opposizione. Rispondendo alle critiche del senatore del Pd Filippo Sensi, Acerbo ha osservato che la posizione del suo interlocutore “È difficilmente ricollegabile alla sinistra”, contribuendo così a polarizzare ulteriormente il confronto politico.

Cosa resta della polemica

La vicenda mette in luce due linee di tensione: la difesa del principio garantista nel trattamento delle persone coinvolte in indagini e il confine tra diritto di opinione e legittimazione di atti violenti. Entrambi i temi continuano a dividere la scena politica, mentre le parti coinvolte insistono sulle proprie ragioni.

Dai il tuo feedback

★★★★★

Sii il primo a votare questo post
o lascia una recensione dettagliata



Avanti live è un media indipendente. Sostienici aggiungendoci ai preferiti di Google News:

Pubblica un commento

Pubblica un commento