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- Un primato che supera il passato
- Il confronto con l’intero sistema universitario
- Quali professioni guidano la classifica
- Le aree disciplinari: chi sale e chi scende
- Il ruolo della geografia: il Nord in testa, ma il Sud non è lontano
- Test d’ammissione e prospettive per i nuovi candidati
- Metodo e fonte
Il rapporto annuale di AlmaLaurea mette in luce un dato netto: le lauree nelle Professioni Sanitarie garantiscono occupazione a quasi nove neolaureati su dieci entro un anno dal titolo. Il risultato è il più alto registrato negli ultimi 18 anni e si distingue nettamente dalle medie degli altri ambiti universitari.
Un primato che supera il passato
Secondo le elaborazioni messe in evidenza dal professor Angelo Mastrillo e rilanciate da Skuola.net, il tasso di occupazione a un anno per i laureati di primo livello nelle Professioni Sanitarie è salito al 87,9%. Il dato si basa sui 11.502 rispondenti tra i 18.957 laureati del 2024 nei 22 percorsi considerati.
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Si tratta di un incremento di 3,1 punti rispetto all’84,8% dell’anno precedente e del valore più alto dal 2006-2007, superando persino il livello pre-crisi del 2007 (87,0%).
Il confronto con l’intero sistema universitario
A livello nazionale la quota media di laureati occupati a un anno è salita al 48,9% (era 44,6% l’anno scorso). Miglioramenti sono stati registrati in 15 dei 16 gruppi disciplinari esaminati, ma nessuno si avvicina alla performance delle Professioni Sanitarie.
Le dinamiche di crescita variano molto: per esempio, Informatica e tecnologie ICT segnano un +0,8%, mentre Educazione e formazione registra un aumento più consistente del +6,7%.
Quali professioni guidano la classifica
Dietro alla categoria generale c’è una differenziazione fra i singoli profili. Al vertice si trovano Podologia e Igiene dentale, con tassi rispettivamente al 91,1% (da 87,5%) e al 90,7% (da 86,4%).
Ottime performance hanno anche Fisioterapisti (90,0%), insieme a infermieri, logopedisti e tecnici ortopedici tutti intorno al 89,7%. Seguono tecnico di radiologia (89,4%), terapista occupazionale (89,2%) e tecnico di neurofisiopatologia (87,9%).
Altri profili, pur restando sopra la media nazionale, mostrano valori leggermente inferiori: educatore professionale 87,6%, infermiere pediatrico e ortottista 86,4%, ostetrici 81,0% e tecnici della prevenzione 79,9%.
In fondo alla graduatoria si collocano figure con tassi più contenuti, come il dietista (76,5%), l’assistente sanitario (73,9%), il tecnico audiometrista (71,4%) e il tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria (63,0%).
Le aree disciplinari: chi sale e chi scende
L’area Infermieristica e Ostetricia segna il rialzo più marcato, arrivando all’89,1% (+4,0 punti rispetto all’anno precedente). Anche la Riabilitazione e l’area Tecnica mostrano aumenti rilevanti, rispettivamente all’88,5% (+2,1) e all’84,9% (+2,9).
L’unico raggruppamento che registra una flessione è la Prevenzione, scesa dall’81,6% al 77,9% (-3,7%).
Il ruolo della geografia: il Nord in testa, ma il Sud non è lontano
Analizzando i tassi per sede universitaria emergono differenze regionali, ma numeri elevati ovunque. In testa alla classifica regionale si collocano la Liguria (93,2%) e il Friuli-Venezia Giulia (93,1%), seguite da Piemonte (91,5%) e Lombardia (91,2%).
Veneto (89,9%), Toscana (89,4%), Emilia-Romagna e Marche (entrambe 88,7%) confermano mercati del lavoro molto solidi. Scendendo verso Sud, le percentuali restano comunque superiori all’80%: Umbria 87,4%, Lazio 87,1%, Puglia 86,1%; Sicilia 84,9%, Calabria 83,5%, Sardegna 83,2%, Campania 82,6%, Abruzzo 82,4% e Molise 81,4%.
Test d’ammissione e prospettive per i nuovi candidati
I risultati del rapporto rappresentano un punto di riferimento per gli studenti che si apprestano a scegliere il percorso universitario. In tutta Italia è previsto un unico appello nazionale per l’accesso ai 23 corsi di laurea delle Professioni Sanitarie il 16 settembre, data cui si accompagna ancora qualche incertezza formale.
Si stima la riconferma di circa 37.000 posti a bando, attesa l’ufficialità. Lo scorso anno le domande furono circa 64.000, con un rapporto medio vicino a 2 candidati per posto. In alcuni indirizzi la competizione è risultata particolarmente intensa: Fisioterapia 6,4 domande per posto, Logopedia 4,5, Ostetricia 3,3, Dietista 2,8, Tecnico di Radiologia 2,5, Igienista Dentale 2,1.
Metodo e fonte
La fotografia presentata deriva dal XXVIII rapporto annuale del Consorzio AlmaLaurea, integrata dalle analisi del professor Angelo Mastrillo dell’Università di Bologna e ripresa da Skuola.net. I numeri si riferiscono ai laureati di primo livello nel 2024 e alle risposte raccolte dall’indagine su occupazione ed esiti professionali.












