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Un cedimento strutturale ha danneggiato all’alba la parte centrale del Palazzo di Giustizia di Bolzano. Testimonianze dirette, la reazione della Provincia autonoma e l’allarme dell’Associazione nazionale magistrati mettono in luce rischi e conseguenze per l’attività giudiziaria locale.
La testimonianza del portinaio
«Mi sento un miracolato. Andrò a San Giovanni Rotondo da Padre Pio». Così si è espresso Federico Roso, il portinaio presente nel palazzo al momento del cedimento. Roso racconta di essersi accorto del crollo intorno alle 6:05 del mattino: ha avvertito un tonfo, ha visto polvere e ha dato l’allarme.
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Ha poi provveduto all’evacuazione del personale delle pulizie e ha chiamato il 112. Poco dopo sono intervenuti i vigili del fuoco e le forze di polizia che hanno messo in sicurezza l’area. «Ho avuto un po’ di paura ma l’importante è che siano usciti tutti», ha detto.
La Provincia: proprietà, lavori e verifiche in corso
La Provincia autonoma di Bolzano è proprietaria dell’edificio dal 2018 e, ha spiegato il presidente Arno Kompatscher, il palazzo era inserito in un piano di risanamento pluriennale. Alcuni lavori erano in corso nel periodo in cui si è verificato il cedimento.
Kompatscher ha sottolineato che va chiarito se e in quale misura gli interventi siano collegati all’evento. Nel frattempo l’amministrazione provinciale sta collaborando strettamente con l’autorità giudiziaria per garantire la continuità delle attività.
Per limitare i disagi, uffici tecnici e amministrativi hanno già avviato sopralluoghi per individuare spazi alternativi nei pressi del tribunale, con l’obiettivo di ripristinare il prima possibile le funzioni giudiziarie. Il presidente ha inoltre osservato che, fortunatamente, non risultano al momento feriti: «Possiamo solo constatare che, alla fine, abbiamo avuto una gran fortuna nella sfortuna».
L’allarme dell’Associazione nazionale magistrati
La Giunta esecutiva centrale dell’Anm ha definito l’accaduto motivo di «profonda preoccupazione», ricordando che il cedimento si è verificato in un’area interessata da lavori di ristrutturazione. L’associazione sottolinea come solo l’orario dell’evento — intorno alle 6 del mattino — abbia evitato conseguenze più gravi.
L’Anm ha espresso solidarietà al personale del tribunale e alle maestranze impegnate nel cantiere, e ha richiamato l’attenzione sulla condizione diffusa degli edifici giudiziari italiani. L’associazione ricorda di avere già segnalato da tempo le criticità strutturali e di aver consegnato al governo un dossier fotografico con oltre 500 immagini che documentano lo stato di degrado di molti uffici giudiziari.
Nel suo appello finale, l’Anm chiede che la sicurezza degli ambienti giudiziari diventi priorità concreta, destinando risorse immediate e adeguate per gli interventi necessari. Ogni ritardo, avverte l’associazione, rischia di trasformare un’emergenza annunciata in una tragedia, una vera e propria «grave inversione delle priorità» rispetto alle esigenze della giustizia e della sicurezza.











