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Vietato parlare di Renzi e l’Arabia

by Romano Franco

Vietato parlare di Renzi e l’Arabia! Infatti, la questione che ha scatenato un polverone rimane e, molto probabilmente, rimarrà un tabù; vista la predisposizione della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati disposta a mettere tutto a tacere. E così, dopo mesi di domande e di risposte, date per lo più a se stesso sulla sua eNews, il leader di Italia Viva si vede libero da ogni pressione ancor prima di rispondere a chi di dovere.

Quindi, chiunque si sia permesso di fare domande o di chiedere risposte, soprattutto per quanto concerne la partecipazione al board della Future Investment Initiative Institute (FII) che gli frutta 80mila euro all’anno, è un “cattivone”.

Ma perché questo? Il vice capo gruppo del M5S a Palazzo Madama, nonché responsabile dell’Area internazionale, Gianluca Ferrara, ha sottolineato i rappor

ti tra Renzi e Riyad risalenti all’epoca in cui guidava il governo che “autorizzava una fornitura per 19.675 bombe aeree Mk 80 – prodotte in Sardegna dalla Rwm Italia – dal valore di 411 milioni di euro proprio all’Arabia Saudita, dopo che le Nazioni Unite avevano condannato i bombardamenti indiscriminati della Royal Saudi Air Force su obiettivi civili in Yemen”.

E quindi è stato chiesto al nuovo premier Mario Draghi se fosse possibile “assicurare l’indipendenza dei Parlamentari e dei membri del governo e prevenire futuri casi di interferenza straniera o conflitti d’interessi con Paesi esteri”. Il leader di un partito che esprime ministri e sottosegretari, i quali contribuiscono a decidere l’indirizzo politico del governo italiano e allo stesso tempo siede nel Comitato consultivo di un fondo sovrano di un altro Stato che promuove gli interessi internazionali di quello stesso Stato con cospicuo compenso e altri benefit, non è concepibile in uno stato dove lo stipendio di un Senatore, senza contare i benefit, è 10 volte maggiore rispetto ad uno stipendio medio.

Siamo una Repubblica delle banane e quando serve chiarezza per quanto riguarda scandali che riguardano le istituzioni o le persone di potere, quasi sempre ci rifilano la solita solfa della persecuzione, mediatica o della magistratura, seppur giustificata in alcuni casi. In Italia manca questa trasparenza e questa fiducia nei confronti delle istituzioni, poiché, ogni qualvolta che ci sono scandali come questo si tende a riporre tutto nel dimenticatoio. Visto questo modus operandi, che ahinoi non riguarda solo Renzi e le sue sventure, come può un cittadino fidarsi delle istituzioni? C’è un problema di base.

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