Home Attualità Una giornalista di al-Jazeera, Shireen Abu Aqleh, colpita a morte in Cisgiordania

Una giornalista di al-Jazeera, Shireen Abu Aqleh, colpita a morte in Cisgiordania

by Rosario Sorace

Nell’eterno conflitto tra gli israeliani e i palestinesi muore una giornalista di al-Jazeera Shireen Abu Aqleh che secondo le fonti dell’emittente “è stata uccisa dalle forze israeliane”, mentre i soldati israeliani rimpallano le responsabilità ai contendenti affermando che “valutano la possibilità che alcuni giornalisti siano stati colpiti dagli uomini palestinesi”.

Anche la presidenza dello Stato palestinese dichiara senza mezzi termini che “il governo israeliano è pienamente responsabile di questo atroce crimine: fa parte della politica quotidiana, perseguita il nostro popolo”.

I fatti in cui è rimasta uccisa la giornalista della rete televisiva al-Jazeera sono avvenuti a Nord della Cisgiordania nell’ambito di uno scontro a fuoco tra soldati israeliani e palestinesi esattamente nella città di Jenin.

Il ministero della salute palestinese ha fatto sapere che la giornalista è stata colpita alla testa ed è spirata sul colpo.

La povera donna indossava un giubbotto con scritto “press”, che sta ad indicare che era membro della stampa.

Nella stessa città di Jenin, un altro giornalista della testata palestinese Al-Kuds, ha riportato ferite di arma da fuoco anche se si troverebbe in condizioni stabili.

Una collega della giornalista Nida Ibrahim che la lavora sempre per la televisione al-Jazeera si è soffermata sul grave fatto: “Le circostanze della morte della Abu Aqleh non sono chiare” ma un “video dell’incidente mostrano che è stata colpita alla testa mentre stava seguendo gli eventi a Jenin, in particolare un blitz israeliano“.

Mentre l’emittente in cui lavorava Abu Aqleh ha detto che “è stata uccisa a sangue freddo dalle forze israeliane” e che, ritiene, si sia “commesso un crimine atroce” per “impedire” ai giornalisti di svolgere il loro lavoro.

Una nota è stata resa pubblica dalle forze di difesa israeliane (IDF) in cui si afferma che si stavano conducendo “un’attività di antiterrorismo per arrestare sospetti terroristi nel campo profughi di Jenin”.

Dunque le fonti di provenienza israeliana fanno sapere che durante queste attività , decine di uomini armati palestinesi “hanno aperto il fuoco e lanciato esplosivi contro i soldati e i militari hanno risposto al fuoco in direzione degli uomini armati”.

Le Idf, difendendosi dalle accuse di avere ucciso la giornalista, aggiungono di avere aperto un’indagine per capire cosa sia successo e di aver preso in considerazione la possibilità che anche alcuni giornalisti “siano stati colpiti dagli uomini palestinesi”.

La presidenza palestinese di Abu Mazen ha espresso condanna e riprovazione per “il crimine di esecuzione da parte delle forze di occupazione israeliane, della giornalista Shireen Abu Akleh” e non nutre dubbi di ritenere “il governo israeliano pienamente responsabile di questo atroce crimine”, mettendo in rilievo che tutto ciò fa parte “della politica quotidiana perseguita dall’occupazione contro il nostro popolo, la sua terra ei suoi luoghi santi”.

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