Home Attualità Sgarbi attacca la Raggi. L’ennesimo turpiloquio di una politica finita nel “cesso”

Sgarbi attacca la Raggi. L’ennesimo turpiloquio di una politica finita nel “cesso”

by Romano Franco

Dopo la polemica sterile della sindaca di Roma, Virginia Raggi, nei confronti della sagoma d’Italia, Vittorio Sgarbi, si è scatenato l’apocalisse.

La prima cittadina di Roma infatti, al programma di Myrta Merlino, condanna l’iconico sindaco di Sutri, dicendo: “Roma non ha bisogno di persone che si fanno foto nude o sul water”.

Un’Affermazione scomoda e antipatica, che non ha atteso molto per ricevere una risposta dal giullare della politica italiana che trova terreno fertile sui social come Facebook. Utilizzando proprio la piattaforma di Zuckerberg, ha così reagito Sgrabi: “Essendo priva di pensiero, la sindachessa Raggi dimentica che anche lei, come tutti, almeno una volta al giorno sta seduta sul water, pensatoio perfetto. In ogni caso – ha scritto ancora Sgarbi -, meglio stare seduti, miti e tranquilli, sul water, che esistere solo grazie alla violenza verbale e ai vaffanculo del padre di uno stupratore di donne. A questa scuola si è formata, e per questo malauguratamente, esiste la Raggi. Se ne stia tranquilla al cesso’’.

“Sgarbi, ma non eri garantista?!?” Ah giusto! Solo quando fa comodo. Un po’ come tutti! Un vero è proprio turpiloquio da tenere nel cesso e che la dice lunga sul livello della politica odierna.

Ma Sgarbi è un tipo istrionico, è fatto così. Dà agli altri del “fascista” e, poi, pur di sistemarsi comodo su una poltrona, va ad implorare assessorati alla cultura a chi festeggia il 25 aprile perpetuando la memoria dei soldati tedeschi morti durante la resistenza.

Cosa pensa il candidato di destra Enrico Michetti dei modi di fare del suo concorrente “bullo” alla carica di assessore alla Cultura?

Cosa ne pensa la Meloni del linguaggio sessista e puramente maschilista del loro brillante pulcinella?

La Raggi la si deve battere politicamente e non con questi mezzucci da quattro soldi, atti solo a screditare. Dire ad una sindaca donna di appartenere ad un partito del padre di uno stupratore è una cosa deplorevole che non rende giustizia alla sua figura di donna, che comunque ha meriti e demeriti.

La sindaca di Roma infatti ha ereditato una città dopo mafia capitale e con le società Ama e Atac in pieno deficit, ha collaborato per indebolire i clan Casamonica e Spada e ha smantellato un bel po’ di rapporti clientelari instaurati dai politici del tempo che hanno mandato in rosso la città.

Non si possono ignorare i presupposti e non si può ignorare il fatto che Roma abbia bisogno di anni prima di risorgere. Al contrario di come qualche bontempone vuole far pensare. Non esistono bacchette magiche purtroppo.

Altra questione è legata agli errori della sindaca di Roma e le problematiche ancora irrisolte, di quello dovrà risponderne ai cittadini stessi. Si pensi all’immondizia, si pensi ai mezzi di trasporto, si pensi al traffico e soprattutto si pensi alla sua origine politica. La politica che tanto condanna è la stessa politica spazzatura del MoVimento 5 stelle. Un movimento nato proprio da quella politica “immondizia” lanciata tempo addietro da Grillo e dai suoi esponenti di spicco e che, ora, pian piano sta ritornando con un effetto Boomerang. Quindi, perché lamentarsi quando Sgarbi risponde con la stessa moneta?

Viva l’Italia ed “Evviva i cessi, sian benedetti”, diceva Benigni nella sua famosissima canzone “inno del corpo sciolto”, peccato che non si riferisse al livello a cui è scesa la politica italiana oggigiorno.

Un consiglio alla Raggi: “Non svegliar lo Sgarbi che dorme!”, lui, come il “giullare” Grillo, è il nemico di se stesso. “Siediti lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico” diceva Confucio. Pensiero assai saggio se si pensa a questo modo di fare politica.

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