Home News L’Ex direttore dell’Ema, Guido Rasi, parla della nuova variante: “Se la mutazione è strutturale servirà un restyling dei vaccini”

L’Ex direttore dell’Ema, Guido Rasi, parla della nuova variante: “Se la mutazione è strutturale servirà un restyling dei vaccini”

by Redazione

Sandra Zampa, la sottosegretaria al ministero della Salute, in un’intervista a La Stampa dice: “Dal giorno dopo la consegna del vaccino, il 27 dicembre, siamo pronti a partire. Dovremmo iniziare tutti lo stesso giorno in Europa, un’iniziativa con un’alta valenza simbolica ovviamente che il nostro ministro ha fortemente voluto e per la quale si è speso”.

“Per essere in sicurezza la copertura deve arrivare attorno al 70% della popolazione. Parliamo di ottobre se tutto va bene, ma proprio bene. Ma quando saremo a 15-20 milioni di vaccinati saremo già a un livello importante che permetterà di dare più ossigeno al paese. L’Italia ha opzionato 202 milioni di dosi, complessivamente. Il piano è stato messo a punto, si parte ovviamente dagli operatori della sanità e poi Rsa”.

E sulla possibile ipotesi dell’obbligatorietà al vaccino la Zampa aggiunge: “Al momento rendere obbligatorio il vaccino probabilmente rafforzerebbe i dubbi di chi è incerto. È sconsigliabile partire con l’obbligo. Meglio spiegare alle persone cos’è il vaccino, come è stato fatto. Ribadire che la fretta non ha messo in discussione la sicurezza, che si è andati veloci perché si è investito tantissimo. Nessuna delle fasi di sperimentazione è stata saltata. Il vaccino che arriva è sicuro come tutti gli altri che facciamo”

Anche la commissaria Ue alla Salute Stella Kyriakides è dello stesso parere e dice: “Il rimedio è sicuro, altrimenti non lo avremmo mai approvato. Ora però tutti devono capire che la pandemia non si vince con il vaccino, ma con la vaccinazione e che ogni singolo cittadino è parte di questa sfida”.

“Vediamo una prima luce all’orizzonte, tuttavia siamo solo all’inizio della fine, la situazione resta estremamente seria e nel futuro prossimo non possiamo aspettarci una diminuzione della mortalità”. Poi assicura: “La rapidità con cui abbiamo approvato il vaccino non compromette minimamente la sua sicurezza: abbiamo cercato di fare il più in fretta possibile ma senza alcun compromesso sulla salute. Questo deve essere chiaro a tutti”.

Anche il presidente del consiglio superiore della sanità Franco Locatelli ha detto la sua all’ok dell’Ema: “Da Pfizer arriveranno 10mila dosi il 26 dicembre allo Spallanzani che poi saranno trasferite ai vari centri regionali per il Vaccination day del 27dicembre”.

Poi, aggiunge: “Tra il 30 dicembre e il 4 gennaio dovremmo avere in arrivo nei circa 300 siti regionali altre 3,4 milioni di dosi per 1,7 milioni di persone tra operatori sanitari e ospiti di Rsa. É stato promesso l’arrivo in Italia, in tutto, di quasi 27 milioni di dosi. Da Moderna, il cui vaccino ci si aspetta essere approvato il 9 gennaio, dovremmo avere 10,8 milioni di dosi sempre nei primi nove mesi e si sta lavorando per avere dosi addizionali di entrambi i vaccini”.

E ancora, “avremo a disposizione con tempistiche da definire dosi anche di altri vaccini: Curevace Johnson & Johnson. L’obiettivo è avere a fine estate, inizio autunno 2021, almeno 42 milioni di vaccinati in Italia, il 70% .della popolazione. Citerei anche il vaccino tutto italiano di Reithera, ministero dell’Università, Regione Lazio e Spallanzani”.

Guido Rasi, microbiologo, che fino a un mese fa è stato direttore dell’Ema, l’Agenzia Ue che ieri ha autorizzato il primo vaccino dice: “Se la mutazione è strutturale servirà un restyling dei vaccini” “La mutazione è intrinseca ai virus e di per sé non deve preoccupare”.

Poi aggiunge che la sua preoccupazione “è che non abbia mutazioni multiple a livello strutturale, in quel caso potrebbe rendere meno efficace o addirittura inefficace il vaccino che a quel punto andrebbe rivisto. Ma non credo che ci troviamo in questa ipotesi”, assicura il microbiologo.

Secondo Rasi “ora è fondamentale fare una campagna vaccinale rapida e massiva perché abbiamo visto che il virus quando va sotto pressione tira fuori la sua capacità evolutiva” e con l’avvento del vaccino “proverà a trovare nuovi modi per sopravvivere, ma quali saranno le mutazioni che farà purtroppo non lo sappiamo prima” anche se già ora “sappiamo però che quelle pericolose sono le mutazioni multiple contemporanee”.

Infine spiega che “se si comporta come i virus influenzali basterà un restyling del vaccino e potrebbe essere sufficiente ripartire da una Fase due allargata. Mentre, “in caso di una mutazione davvero sostanziale bisognerà ripartire dall’inizio” ma “i vaccini con la tecnologia Rna sono più flessibili e nel caso solo di un restyling potrebbe bastare qualche mese”, assicura Rasi. Sono queste le parole degli esperti che, nascondendo le loro preoccupazioni, si mostrano calmi e pronti ad affrontare il problema. Ma, certe risposte può darle solo il futuro con i dati alla mano. Non basta essere esperti per poter dare una risposta al momento, sarà meglio essere il più accorti e responsabili possibili prima di gridare ai quattro venti: “Falso allarme!”.

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